Centrali Biogas, la ditta ecologica fa ricorso al Tar di Salerno, mentre i vigili denunciano la mancata osservanza dell’ordinanza sindacale alla Procura di Nocera Inferiore. I cittadini, intanto, protestano per i cattivi odori provenienti da Foce.

L’ordinanza di sospensione dell’attività degli impianti di via Muro d’Arce, a Sarno,  ha già provocato i primi effetti. Il primo cittadino Giuseppe Canfora, infatti, sabato scorso aveva imposto lo stop immediato alle società agricole “AgriPowerPlus” e “Sarno Ecologia e Ambiente” a causa degli odori nauseanti avvertiti dalla popolazione e, contestualmente, aveva ordinato la rimozione dai piazzali dei materiali derivanti dallo stoccaggio dei rifiuti. L’ordinanza, adesso, è stata impugnata dagli imprenditori innanzi al Tribunale amministrativo di Salerno. Proprio ieri a Palazzo di Città è stato notificato il ricorso avanzato dalla società proprietaria dell’impianto , la “Sarno Ecologia e Ambiente”, con il quale la ditta difesa dall’avvocato Renato Conti ha richiesto alla magistratura amministrativa l’annullamento dell’ordinanza sindacale.

Nella stessa giornata, gli agenti della polizia municipale, agli ordini della Comandante Annamaria Ferraro, hanno inoltrato una segnalazione alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore in cui si evidenzia che «i titolari dell’impianto non avrebbero ottemperato alle prescrizioni previste dall’ordinanza del sindaco emessa lo scorso 15 agosto». Inoltre, l’ordinanza del sindaco è stato oggetto di polemica in città, in quanto non sarebbe rivolta anche all’altra società che gestisce uno degli impianti di biogas. Cosi si è espresso Giovanni Lanzetta, portavoce dei cittadini di località Foce: «A tutt’oggi si raggira ancora l’ostacolo e vi è una confusione senza limiti. Mi chiedo quale delle prescrizioni di legge vengano rispettate per giustificare ancora la produzione», la posizione del cittadino. Sulla questione è intervenuto anche il consigliere di minoranza Giovanni Montoro: «Non penso sia stata una scelta oculata disporre la sospensione produttiva di un solo impianto di Biogas nonostante nel testo dell’ordinanza vengono citati entrambi gli impianti – ha riferito Montoro -. Si è creato una situazione di disorientamento e di impotenza della popolazione che assiste ancora alla libera movimentazione di camion e alla continuazione delle emissioni moleste nella zona anche alle prime ore del mattino. Penso che ci siano stati molti errori e omissioni nei controlli adesso è il momento di azioni concrete».

L’assessore al contenzioso, Eutilia Viscardi, ha provato a rassicurare tutti: «L’amministrazione comunale è molto vicina ai residenti di Foce e delle zone vicine che stanno sopportando emissioni odorigene che compromettono la qualità della loro vita. Secondo i permessi non avrebbero dovuto superare l’ambito del territorio aziendale dei due impianti, che sono stati e saranno sottoposti agli stessi controlli – ha spiegato la rappresentante della giunta Canfora -. Ci saranno ulteriori sviluppi, abbiamo altri elementi, gli uffici devono valutare le controdeduzioni. Quello che vorrei far capire è che la chiusura senza se e senza ma da parte del sindaco di entrambi gli impianti non è una cosa così facile». La Viscardi, poi, ha parlato anche della società che gestisce l’altro impianto biogas nell’area di Foce: «Siamo stati informati che la società è fallita ed è controllata dal Tribunale Fallimentare ed ha attivato un impianto specifico per gli odori».