“Basta biogas”: a Sarno circa 200 cittadini hanno manifestato ontro le centrali che trasformano i rifiuti in energia. Miasmi e malori: la città ha detto basta agli impianti di via Muro D’Arce, in località di Foce. Lo ha fatto con striscioni, manifesti e la protesta dei cittadini scesi per strada contro le ditte proprietarie degli impianti.
La protesta. Adulti, giovani e anche bambini hanno tenuto in alto i loro cartelloni di protesta o urlato ad alta voce gli slogan della mobilitazione. Non è mancato nemmeno il sostegno della classe politica locale, a partire dall’assessore comunale Gaetano Ferrentino, i consiglieri comunali di opposizione Giovanni Montoro e Giovanni Cocca, fino alla senatrice Luisa Agrisani, la quale ha preso in carico la causa dall’inizio delle problematiche portandola all’attenzione del Parlamento. «La salute dei cittadini è da sempre una delle mie priorità. Mi sono impegnata per dare una risposta a chi subisce i disagi dovuti ai miasmi provenienti dai siti di biogas che insistono in zona Foce – ha detto la senatrice grillina – L’ho fatto da semplice cittadina, lo sto facendo da senatrice sollecitando i controlli. Il diritto di impresa non può prescindere dal rispetto delle norme ambientali, sia chiaro. L’azienda dunque si deve adeguare, deve attivare tutti i processi che possono servire a non creare disagi agli abitanti della zona. Anche le varie amministrazioni comunali, che si sono succedute negli ultimi anni, hanno le loro responsabilità in questa vicenda, perché dovevano impedire che questi impianti biodigestori sorgessero lì a pochi centinaia di metri da sorgenti d’acqua, scuole e abitazioni». Assente, invece, il sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora.
L’appello in attesa del Tar. Giovanni Lanzetta, organizzatore della manifestazione, ha lanciato il grido di aiuto di un’intera comunità: «Noi a Foce non abbiamo più diritto di vivere. Siamo costretti a stare con le finestre chiuse e a subire molestie olfattive ogni giorno». Mercoledì, intanto, sulla vicenda, vi sarà un’importante udienza al Tar. Presso la sezione di Salerno, in sede collegiale, si deciderà se ritenere valida l’ordinanza sindacale del primo cittadino di Sarno che ha disposto la sospensione delle attività dell’impianto di proprietà della Sarno Ecologia e Ambiente, ma gestito dalla Agripower Plus. Quest’ultima, avrebbe già notificato un ricorso autonomo, contro l’ordinanza del sindaco.