Sant’Egidio, prove tecniche per il dopo Carpentieri, ma mancano i convitati di pietra. Mentre Gambino potrebbe decadere da sindaco e restare in Regione

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Mentre la cittadina si arrovella e non solo da un punto di vista meteo. Nella vicina Pagani va di scena l’ennesima teatrale vicenda che lascia con il fiato sospeso. E’ notizia di queste ore l’ipotesi che Gambino possa essere sospeso da sindaco o un annullamento di quella proclamazione avvenuta subito dopo l’esito del ballottaggio. Gli scenari si fanno multipli, prevedendo anche l’ipotesi che con la nomina di una giunta e di un vicesindaco, il ruolo di reggente passi a quest’ultimo. Un po come successe quando dopo l’arresto fu scelto l’allora vicesindaco Bottone. L’incandidabilità  di Gambino sancita dalla Cassazione in merito ad un suo stesso ricorso presentato all’indomani del commissariamento prefettizio a seguito dello scioglimento del consiglio comunale paganese per infiltrazioni camorristiche. E’ stato diffuso in queste ore una sorta di comunicato. O meglio un testo che sottoforma di articolo evidenzierebbe un fatto: un incontro con un non chiaro numero di partecipanti ed in cui viene palesata la presenza di due esponenti dell’attuale opposizione in consiglio comunale. Si tratta di Francesco Marrazzo, già consigliere provinciale in quota Forza Italia e  Mario Cascone. Il comunicato farebbe evidenziare l’ipotesi di una costruzione di una rete politica che starebbe lavorando al dopo Carpentieri. L’attuale sindaco di Sant’Egidio del Monte Albino potrebbe, infatti, essere costretto a rinunciare al ruolo di primo cittadino, se accetta di succedere  in consiglio regionale, al neo sindaco di Pagani Alberico Gambino che con il nuovo incarico risulta incompatibile come consigliere regionale. Come si sa, alle elezioni regionale 2015, Carpentieri risultò per una manciata di voti il primo dei non eletti per Fratelli d’Italia. Nulla ancora di certo, probabile che l’incompatibilità di Gambino possa essere votata anche dopo l’estate, ma tanto è bastato per alimentare un’accesa discussione in consiglio comunale e negli ambienti politici cittadini. Il sindaco Carpentieri ha cercato, in questi giorni, di gettare acqua sul fuoco, con un post sul suo profilo social, che però sembra non aver convinto. Nella sua maggioranza non mancano malumori e le prime scaramucce di chi vorrebbe svolgere il ruolo di possibile reggente. Una situazione che si è verificata quando lo stesso Carpentieri dovette farsi rendere incompatibile per potersi candidare alle elezioni regionali. E che tanto caos amministrativo portò in seguito con la reggenza di De Angelis. C’è però pure chi pure avanza ipotesi di un ritorno anticipato al voto. In questo caso in molti sperano in un ribaltone rispetto all’attuale assetto amministrativo. Tuttavia chi conosce le dinamiche politiche cittadine sa che senza il coinvolgimento di taluni storici riferimenti territoriali certe scelte rischiano di non essere compatibili con gli orientamenti di una politica locale che fa fatica a liberarsi da certe posizioni che quasi sempre orientano voti e preferenze. Il voto anticipato potrebbe destabilizzare questo sistema? E quali potrebbero essere quelle maggioranze variabili in grado di isolare i tradizionali assetti? Le grand reunion contro l’uomo solo non hanno mai portato bene in generale ed in particolare a Sant’Egidio, ma come dice Vasco Rossi: Tutto può succedere…

 

 

 

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