Sant’Egidio, pessime condizioni delle strutture sportive, il Comune affida ai privati, ma è polemica

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L’Amministrazione Comunale di Sant’Egidio, diretta dal sindaco Nunzio Carpentieri, ha ammesso in una delibera di Giunta (erano presenti tutti gli assessori) di non poter gestire le strutture sportive che possiede, molte delle quali versano in cattive condizioni. Per tale motivo ha inteso cercare di affidarle ad associazioni. Due strade diverse per alcune strutture come per il campo polivalente di Via Ugo Foscolo e il campo sportivo Spirito. Nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale, infatti, si è inteso procedere affidandoli con il sistema del project financial. In questo caso pare che l’istruttoria sia in corso e siano arrivate delle proposte, già contestate fra l’altro in consiglio comunale. A porre la questione era stato alcuni mesi fa il consigliere di opposizione Mario Cascone. In sostanza alcuni possibili gestori privati, in cambio di lavori e manutenzione, otterrebbero la concessione pluriennale con possibilità di lucro. Per il campetto di Via Leopardi, nel centro storico, è in atto una procedura che prevede dei lavori a carico del Comune per la copertura, mentre verranno subito messe in affidamenti il campetto sportivo annesso alla scuola media di Orta Loreto e per quello di bocce di Via Albanese. Chi prenderà in gestione il campetto della scuola dovrà garantire l’attività scolastica e potrà usufruirne per dieci anni. Ancora più gravi le condizioni del campo di bocce che potrebbe, secondo le intenzioni dell’amministrazione comunale, essere affidato anche ad un’associazione locale senza la necessità di fare una gara, considerata la scarsa rilevanza economica. Tuttavia non mancano polemiche per la scelta del project financial per i due campi di Via Ugo Foscolo e del campo sportivo di Via della Rinascita. Proprio per quest’ultimo sono fioccate critiche per le pessime condizioni del terreno di gioco che domenica ha costretto l’arbitro a sospendere la partita di play off mentre resta alta la tensione anche per la vicinanza al sito dell’ex industria, recentemente affidato ad un’azienda conserviera che a breve dovrebbe avviare le attività. Negli anni scorsi era stata posta anche la questione di un possibile inquinamento da amianto.

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