Sant’Egidio, la morte di Iolanda è la palese dimostrazione del fallimento sociale

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L’editoriale del direttore Agostino Ingenito. La morte di Iolanda deve essere da monito a tutti noi . Quei lividi, bruciature ed ecchimosi non possono essere frutto di causalità. Certo sara la magistratura a chiarirlo ma nel frattempo emerge un quadro chiaro che sa di desolante assenza dello spirito di Comunità. La frazione San Lorenzo non ha visto, non ha sentito, non ha parlato. Che sconfortante situazione! Un piccolo borgo, seppur il più popoloso di un comune che non supera complessivamente i 9mila abitanti, si è voltato dall’altra parte al grido di dolore di strazianti pianti di due bambini e del disagio di una famiglia. Pur sapendo in che condizione si trovasse l’uomo, scappato dal centro terapeutico in cui si trovava. Il Sindaco dice che nessuno dei parenti, i nonni e compresa la moglie si erano mai accorti o avessero potuto sospettare di eventuali maltrattamenti. E che i servizi sociali si erano attivati. Quando, come e per quali finalità? Occorre evitare di interferire con le indagini in corso ma chi ancora si ostina a definirsi in una nostalgica bolla di Comunità paesana, faccia il piacere di tacere. Quei cortili che per secoli hanno serbato segreti anche di feroci e gravi fatti, hanno garantito ancora una volta che quell’omertà prevalesse. La Comunità di San Lorenzo si interroghi e faccia ammenda perché la morte di Iolanda, se confermata la triste verità che sta emergendo, è la palese dimostrazione che la Comunità non c’è ma che la desertificazione sentimentale è solo una conseguenza di uno status che non è mai cambiato… meditate

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