Salerno, per l’Agcom De Luca è incompatibile. Intanto è indagato con il figlio ora lanciato nelle primarie Pd

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vicenzodelucasindacodisalernoAgostino Ingenito. Sotto il tiro incrociato di magistratura e politica il  sindaco – sceriffo che ora si ritrova a dover far fronte a  numerose vicende che lo riguardano sia in qualità di primo cittadino che per presunti suoi coinvolgimenti negli affaire dell’ex pastificio Amato e della vicenda Crescent. Attacchi concentrici per De Luca che invece respinge ogni addebito e si dice vittima di  azioni politiche miranti a destabilizzare il suo ruolo. Intanto oggi è stata diffusa la delibera che precisa un’incompatibilità del suo ruolo al Governo. L’Agcom ha deciso che  De Luca è incompatibile e dunque deve scegliere se fare il sindaco di Salerno oppure il viceministro anche se non ha ancora ricevuto le deleghe dal Governo Letta. Intanto la Procura di Salerno l’ha indagato per altri due casi: il primo riguarda il famoso Crescent, la mega costruzione in via di completamento nei pressi della spiaggia di Santa Teresa e ritenuto dagli ambientalisti un vero e proprio eco- mostro e per questo avversato con centinaia di ricorsi a Tar e Consiglio di Stato. «La carica di sindaco del Comune di Salerno, ricoperta dal sottosegretario di Stato alle infrastrutture e ai trasporti dottor Vincenzo De Luca – si legge nella delibera dell’Agcom – è incompatibile». La delibera sarà quindi inviata sia al consiglio comunale di Salerno che ai presidenti di Camera e Senato, affinché adottino i provvedimenti conseguenti. Contro la decisione, De Luca può presentare ricorso al Tar Lazio o al presidente della Repubblica. Ma il sindaco deve ora difendersi per una nuova tegola. E’ accusato di corruzione insieme al figlio Piero  che è stato lanciato nell’agone politico sulle orme del padre e concorre per un ruolo nella dirigenza  Pd.  la Procura ha messo sotto inchiesta con i De Luca anche  l’imprenditore Mario Del Mese, nipote dell’ex parlamentare Paolo. L’inchiesta riguarda  il fallimento del pastificio Amato e un fascicolo che riguarderebbe i De Luca sarebbe stato aperto a seguito delle dichiarazioni di Peppino Amato Jr su presunte valigette di soldi affidate a Piero De Luca e sul finanziamento della campagna elettorale del padre nel 2010, quando era in ballo il ruolo di presidente della Regione. Secondo Giuseppe jr, Mario Del Mese avrebbe fatto da tramite in entrambe le operazioni, anche se lui ha sempre smentito rispondendo alle accuse con una denuncia per calunnia. Di mezzo ci sarebbe il contratto tra la Ifil – di cui Del Mese è stato socio e amministratore di fatto – e la Esa costruzioni, che dei servizi della Ifil si è avvalsa sia per il cantiere di piazza della Libertà che per quello della Cittadella giudiziaria. Un affare da centinaia di migliaia di euro, nel quale gli inquirenti sospettano che il nipote dell’ex Dc sia stato favorito in virtù della sua amicizia col figlio del sindaco. L’inchiesta è affidata ai sostituti procuratori Valenti e Cantarella, gli stessi che indagano su Esa e Ifil per l’ipotesi di evasioni fiscali e fatturazioni fittizie. Il sindaco secondo quelle carte avrebbe favorito varianti al piano regolatore. Ma sulla vicenda giudiziaria il sindaco De Luca non parla tanto che il suo avvocato ha smentito che siano stati inviati due avvisi di garanzia.

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