Nilo Pandetta no , Tony Colombo si . A Sant’Egidio, ancora scossa, per il grave lutto che ha coinvolto la comunità di San Lorenzo, per la morte del povero 18enne Aniello, c’e Chi sta alimentando una polemica relativa al concerto negato al cantante neo melodico siciliano  Niko Pandetta preferito invece al confermato Tony Colombo, in concerto invece nei prossimi giorni. Corpo e viso ricoperti di tatuaggi, sguardo nascosto dagli occhiali da sole e un profilo social ricco di pistole e mazzette di soldi, Niko Pandetta, al secolo Vincenzo Pandetta, sembrerebbe uno dei tanti rapper che affollano la nuova scena musicale italiana. Ma le polemiche continuano a circondare la sua figura e, ormai, a compromettere la sua carriera: il rapper della celebre canzone Pistole nella Fendi (27 milioni di visualizzazioni su YouTube), il cui ritornello recita: «Maresciallo non ci prendi, pistole nella Fendi», continua a vedersi annullare le date dei suoi concerti in giro per l’Italia, da Brescia a Frosinone, fino a Messina compreso la cittadina dell’Agro . Cinque quelle cancellate solo negli ultimi giorni. Una situazione di cui l’artista, catanese classe ’91 con un passato in carcere per spaccio, denuncia frequentemente sui social, parlando di un accanimento nei suoi confronti. La motivazione, la maggior parte delle volte liquidata appunto con «questione di ordine e sicurezza pubblica», sembrerebbe essere quindi legata al suo passato e, in particolare, a una canzone dedicata allo zio Salvatore Turi Cappello, noto boss catanese al 41 bis dal 1993. «Zio Turi io ti ringrazio ancora per tutto quello che fai per me, sei stato tu la scuola di vita che mi ha insegnato a vivere con onore, per colpa di questi pentiti sei chiuso là dentro al 41 bis», dicono alcuni versi di Dedicata a te, incisa nel 2016. Una canzone che però Pandetta ha più volte detto di aver escluso dalla scaletta dei suoi concerti da almeno 5 anni. «Quando sono tornato in libertà ho inciso il mio primo singolo ed ha avuto un enorme successo e ha suscitato a molte critiche. Ma ero un ragazzo diverso, avevo la testa altrove. Oggi sono cambiato, grazie alla musica», aveva dichiarato Pandetta lo scorso settembre, in seguito alla decisione del X municipio di Roma di annullare un live al Villaggio dello Sport-X Village di Ostia. Medesime dichiarazioni che hanno esprssso gli organizzatori del concerto a Sant’Egidio che si sono scagliati contro l’amministrazione La Mura. «Non capisco questo accanimento nei miei confronti, quando io sono cambiato e pago le tasse», dice Niko Pandetta nelle sue storie di Instagram, riprese da un utente su TikTok. «Risolvete i problemi dell’Italia, che sono altri. Io voglio solo fare il mio lavoro e voi mi mettete i bastoni fra le ruote. Io non so più cosa devo fare, forse dovrò annullare tutto il tour, anche perché la gente che lavora con me si sta rovinando: investe e poi viene annullato tutto con 24 ore di preavviso», continua il rapper. Poi, l’ulteriore sfogo in un lungo testo: «Chiamano i locali minacciandoli di fargli controlli tutti i giorni in caso decidessero di fare le serate con me. Questo è un ricatto becero per fare la guerra a una persona, per discriminare e bloccare il mio lavoro». Intanto c’e chi contesta   L’ amministrazione comunale  abbia confermato il concerto di Tony Colombo. L’artista era stato protagonista di polemiche e inchieste in relazione a presunti rapporti con esponenti della criminalità e per aver sposato una donna vedova di una persona coinvolta in vita in inchieste giudiziarie per vicende legate all’area napoletana. Aveva fatto assai notizia il matrimonio sfarzoso effettuato in pieno centro a Napoli.  E nelle ultime settimane i due cantanti si sono resi protagonisti di altre polemiche per un loro contatto artistico.