L’editoriale di AGOSTINO INGENITO – In ogni città o per la più piccola località, è il tessuto economico a trainare il territorio. Ed è Orta Loreto, il cuore economico di Sant’Egidio del Monte Albino. La pianeggiante frazione, sede di industrie, produzione ortovivaicola e di servizi di logistica, sente il peso di essere la motrice di  un traino pesante delle altre due parti del Comune. E c’è chi tira dal cassetto, quel vecchio pallino di renderla autonoma.  Le premesse ci sarebbero tutte e anche le opportunità. Il tira e molla con la zona contestata con Pagani potrebbe essere parte integrante di una nuova visione di questa porzione del territorio che ha tutti i numeri per un maggior decentramento  amministrativo. Il confine con Angri e Pagani potrebbe giocare un ruolo chiave per l’unica vera zona di espansione del territorio comunale e magari diventare oggetto di compromesso tra i comuni confinanti, risolvendo anche quell’infelice vicenda storica del 1928 con la costituzione del Comune di Pompei e la conseguente  annessione di Sant’Egidio ad Angri per garantire territorio al neo Comune voluto da Bartolo Longo che portò a quel contestato decreto del governo Mussolini con il riparto di territori di Torre Annunziata e Scafati e di Angri che persa Bagni, ottenne il comune confinante Sant’Egidio. Altri tempi ma che potrebbero mettere chiarezza anche per programmare una nuova visione del territorio e risolvere cosi annose questioni che zavorrano la frazione. La nostra pagina social #SEgidioNews del quotidiano online Agrotoday  lancia un sondaggio per comprendere gli umori e le sensazioni dei cittadini. La politica cittadina avvitata su stessa per le polemiche politiche in corso, la posizione di frenata di Antonio La Mura, sindaco facente funzione, appare più una modalità per sincerarsi del consenso, in vista di scelte anche di nuovi candidati che non possono che passare al vaglio dei soliti noti. Rivendica invece autonomia Orta Loreto. Lo hanno sempre sperato quei bambini, ora adulti, educati e formati da Ze Monaca, alias Stella Tortora, per tanti, non un mero ricordo ma autentico motore propulsore di questa area del territorio forse mortificata nel tempo, mentre attestava la sua evoluzione anche nel settore rurale e con forti spinte commerciali e di servizi.  Sembra strano parlare di distacchi ma quella osmosi con San Lorenzo e sopratutto con Sant’Egidio non si è mai costruita, tanto che l’isolamento tra loro è palese. Occorre una nuova visione politica, più legata ad una lettura attenta delle dinamiche socio economiche che forse questo territorio non ha mai avuto il coraggio di interpretare. E cosi che non diventi oggetto di un dibattito marcato e forte in grado di suscitare attenzione da parte di una popolazione che si appresta stanca e senza motivazioni al rinnovo del consiglio comunale del dopo Carpentieri.

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