Non ce l’ha fatta Romina Bannini,
ultima superstite dell’incidente sulla A4.
La donna, di 36 anni è morta questa mattina.

Il furgone si schianta contro un tir fermo in colonna e in A4 all’altezza del casello di San Donà-Noventa è l’inferno.

Proprio nel tratto maledetto di quell’autostrada.

Ad accartocciarsi sul retro dell’autoarticolato è un Ducato dell’associazione Centro 21 di Riccione che assiste persone con sindrome di Down.

Muoiono in sette, nessun sopravvissuto. Sul colpo. Intrappolati fra le lamiere. 

Ventisette sono le persone decedute in soli tre incidenti in quel tratto della A4 che attraversa un fazzoletto di terra a cavallo tra il veneziano e la provincia di Treviso.

Spesso definite tragedie ma per chi le ha vissute sono stragi che purtroppo non trovano fine.

Velocità, inadeguatezza della rete viaria, mezzi obsoleti che viaggiano senza controllo, ma anche molta disattenzione e soprattutto nessun rispetto del codice della strada.

A Nordest lo sanno bene che attraversare il Veneto orientale in autostrada è un terno al lotto. Insomma c’è da aver paura a viaggiare in A4.

Eppure le segnalazioni dei cantieri non mancano, con tanto di messaggi sui pannelli o sull’App “Viaggiando” che indicano gli ostacoli come code o nebbia.

I deceduti sono il conducente, Massimo Pironi, 63 anni, ex sindaco della città romagnola, Valentina Ubaldi (22), Rossella De Luca (37) e il fidanzato Alfredo Barbieri (52), Francesca Conti (25), Maria Aluigi (34), tutti utenti della struttura per disabili.

Dopo ore di agonia in ospedale, nel reparto di terapia intensiva del Ca’ Foncello di Treviso dov’era stata ricoverata, è morta anche l’educatrice Romina Bannini di 36 anni, seduta sul sedile posteriore.

Tutte le salme sono state trasportate all’obitorio di San Donà dove in serata sono giunti i familiari partiti da Riccione non appena la notizia della strage.

Il Comune ha proclamato il lutto cittadino e interrotto le manifestazioni per il centenario.

Il Fiat Ducato donato dal Lions Club al Centro 21, era partito nel primo pomeriggio da Riccione e si stava dirigendo nel borgo di Lauco, in provincia di Udine.

Dove nella giornata di oggi la comitiva avrebbe dovuto prendere parte all’iniziativa “Ventuno cuori in osteria” organizzata nella frazione di Vinaio in collaborazione con il centro per l’educazione Zaffiria di Rimini.

In quel momento lungo la A4 erano segnalati rallentamenti a causa del traffico intenso tra Meolo–Roncade e il bivio A4/A28 (Nodo di Portogruaro).

Il conducente del furgone, l’ex sindaco romagnolo Pironi, si ipotizza per un malore o un momento di distrazione, non sarebbe riuscito ad evitare l’impatto con il mezzo che lo precedeva, un tir in movimento lento a causa di una coda formatasi poco più avanti per un mezzo pesante andato parzialmente a fuoco. Un urto devastante, con il Ducato che dopo aver tamponato si è accartocciato sotto il camion. 

Sul posto si sono precipitati numerosi mezzi del 118 e dei vigili del fuoco oltre alle pattuglie della polizia stradale.

L’autostrada si è trasformata in un inferno di fuoco e lamiere, con i soccorritori impegnati in una disperata corsa contro il tempo. 

È un bilancio che va aggiornato praticamente a giorni alterni.

Nel tratto della A4 che attraversa il Veneto orientale, da Portogruaro a Quarto d’Altino, passando per Cessalto, ogni chilometro c’è stato un incidente mortale. 

Lunedì 3 ottobre è toccato a Chiara Moressa, 40enne originaria di Piove di Sacco, che ha avuto solo la colpa di aver imboccato la A4.

Aveva appena adottato un cagnolino quando con la sua Opel stava rientrando a casa.

Entrata al nodo di Portogruaro aveva viaggiato per qualche chilometro nel tratto maledetto della A4 quando è stata schiacciata da un Tir che ha concluso la pazza corsa contro altri 5 mezzi pesanti.

I soccorritori hanno cercato di farsi largo tra i rottami per soccorrere Chiara che purtroppo è rimasta stritolata tra i Tir. 

Di Jennifer Pagano

Giornalista Pubblicista Esperta di cronaca nera. Scrittrice.