tti invitati gli eletti a Senato e Camera, vesuviani e agresi, ma alla fine era presente a Palazzo Marciani solamente Franco Mari, deputato di Verdi e Sinistra, che ha promesso di portare in Parlamento la questione Roccapiemonte e più in generale la vicenda dell’Acqua Pubblica delle  nostre zone. Possibile che gli altri avessero tutti da fare ?Come è capitato quasi sempre, la palla passa ad amministratori locali, comitati e associazioni, Pagano, il sindaco-padrone di casa, ha ricordato la battaglia rocchese contro Gori che viene da lontana ma anche le recenti “provocazioni” subite dal vertice dell’Ente Idrico Campano. Al tavolo della discussione si sono avvicinati in tanti: i sindaci delle due Nocera De Maio e Cuofano (dettosi incazzato per gli errori della politica del passato commessi in materia), il sindaco di Somma Vesuviana Di Sarno (da poco entrato nel comitato esecutivo EIC), il sindaco di Casalnuovo Pelliccia (pure lui nell’esecutivo EIC). rappresentanze amministrative o “battagliere” di Sarno, Palma Campania, Fisciano, Mercato San Severino e Castellammare (comprese associazioni ambientaliste), Grauso ed altri combattenti di lungo corso. Nocera Inferiore da sottolineare: presente con maggioranza e opposizione, a dimostrazione concreta di principi inderogabili, che vanno al di là delle appartenenze: oltre al sindaco Paolo De Maio c’erano infatti Tonia Lanzetta (storica sostenitrice del referendum vinto) e Vincenzo Sellitto. Le proposte ascoltate: farsi trovare pronti per il 2032, quando scadrà la concessione Gori, ipotizzare un’azienda speciale per i comuni dell’Ato vesuviano nocerino, continuare a difendere il No di Roccapiemonte in tutte le sedi, restare sul pezzo per partite pregresse e soldi che Gori deve ai Comuni, cercare di creare un fronte unico tra i 76 comuni dell’Ato (rappresenterebbero assieme il 51 per cento del baraccone attuale), difendere con forza sempre maggiore il cittadino da distacchi vero e minacciati oltre che da bollette salatissime, ricordarsi che in 20 anni qualche risultato è stato raggiunto anche grazie a giusti compromessi, non opporsi per partito preso a lavori firmati Gori sul fronte di depurazione e di reti fognarie ma anzi pretendere che siano fatti alla perfezione, fare pressing sulla Regione e anche conferire in tempi brevi la cittadinanza onoraria rocchese a Padre Alex Zanotelli (qualcuno ha proposto una concessione estesa ad altri Comuni), da sempre per l’Acqua Pubblica e per la Resistenza rocchese, che stamattina ha detto: “ Non dimentichiamoci che di tutta l’acqua che c’è sul Pianeta, solo il 3% è potabile e di questo un terzo è direttamente utilizzabile dall’uomo per bere. Il resto è usato dall’agribusiness e dall’industria. E le previsioni per il 2025 sono drammatiche: due terzi della popolazione mondiale affronterà scarsità d’acqua grazie a temperature sempre più infuocate, a scioglimento dei ghiacciai, a deforestazione… E avremo così sempre meno acqua potabile e a pagarne le conseguenze saranno milioni e milioni di impoveriti. L’oro blu è entrato nel mercato azionario e ora si può scommettere sul suo valore futuro, come il petrolio e l’oro.  Nel 2010 l’ONU aveva affermato: «L’accesso all’acqua potabile e servizi igienico-sanitari sono tra i diritti umani universali e fondamentali». Papa Francesco  nella Laudato Si’ aveva già parlato dell’acqua come «diritto alla vita» (un termine riservato in campo cattolico all’aborto o all’eutanasia). L’acqua è Vita! Tutta la vita che c’è sul Pianeta è nata dall’acqua: è la madre di tutta la vita. Come si fa a privatizzare la Madre? Questa è una bestemmia!”