Quando cala il sipario, in un teatro, le luci si spengono, la gente torna a casa, restano solo le ombre nel buio ed i ricordi dello spettacolo che si è concluso. Così l’amore tra due persone quando finisce lascia solo la memoria di ciò che è stato, i fantasmi che mettono in guardia dal prossimo errore, dall’ennesima illusione.
Quando cala il sipario restano le briciole di qualche panino consumato di nascosto, ma nessuno ha il coraggio di raccoglierle.
Quando cala il sipario non vi sono più dubbi che tutto sia finito, aleggia un subdolo rimpianto, ma è inutile attardarsi sulla poltrona o in platea o sul loggione.
Quando cala il sipario è anche stupido imprecare se lo spettacolo non è stato gradito o all’altezza delle proprie aspettative; così la fine di un amore non deve straziare anime e corpi perché conclusosi indecorosamente.
Quando cala il sipario termina un momento del proprio vissuto, così come quando finisce un amore porta via con sé un pezzo del proprio essere e della stessa esistenza.
Quando cala il sipario le voci sommesse contrastano con le urla dei litigi degli amori finiti.
Quando cala il sipario non vi è altro da fare che uscire dal teatro, così come in un amore finito occorre raccattare i propri cocci rotti, uscire di scena come fanno gli attori sul palco, quando cala il sipario.
Annalisa Capaldo