Uccisa ad 11 anni da un sicario della camorra nel corso di un attentato il cui obiettivo era il padre, il giudice Alfonso Lamberti, procuratore di Sala Consilina, con il quale stava rincasando in auto a Cava de’ Tirreni dopo una giornata trascorsa al mare. Il magistrato fu solo ferito: i due proiettili, esplosi da una P38, lo colpirono alla spalla sinistra e di striscio alla testa. Un altro proiettile colpì la piccola Simonetta alla tempia, provocandone la morte qualche ora dopo il ferimento. Il colpo che la raggiunse perforò la tempia sinistra attraversandole la testa, causando una grave emorragia e danni irreversibili al cervello.
È ricordata come la prima di una serie di bambini vittime innocenti per particolare crudeltà durante le guerre di camorra degli anni ’80.

Sulla morte della piccola Simonetta non si può sottovalutare il ruolo del padre: il 18 maggio 1993 viene arrestato il giudice Alfonso Lamberti, ex Procuratore capo di Sala Consilina, definito “organico alla camorra”, dal collaboratore di giustizia Pasquale Galasso, sulle cui testimonianze vennero basate diverse accuse tra le quali associazione camorristica e corruzione. Nel luglio dello stesso anno, Alfonso Lamberti tenta il suicidio in carcere-
Dopo trentadue anni dall’ efferato delitto, Antonio Pignataro, oltre ad autoaccusarsi, fece i nomi di Gerardo Della Mura, Claudio Masturzo e Gaetano De Cesare come partecipanti al delitto.