In così tanti anni ho avuto paura che qualcuno potesse derubarmi abusare della mia persona. Ho avuto paura che qualcuno potesse conoscere la parte più intima nascosta della mia anima e schiacciarla sotto i piedi. Ho avuto paura che qualcuno vedendo la mia nudità mi avrebbe fatta sentire scoperta. Ho preferito indossare maschere nascondere il mio viso anche allo specchio è stato più semplice.
Ho preferito giocare, impersonificare ruoli come un attore, sono entrata in profondità nella parte tanto da diventare qualcun’altro molto lontano da me. Ho costruito muri barriere imposto limiti chiuso le porte del mio cuore, nessuna via d’uscita. Ho nascosto la vera me agli occhi dei passanti e alle persone che sono state costanti nella mia vita. Ho vissuto nell’ombra in una prigione creata dalla sottoscritta. Ho avuto paura di raccontare chi sono. Ho criticato me stessa, ho dato ascolto a quella vocina che mi incuteva timore. La paura, amica fedele e subdola nemica, il mio trampolino di lancio verso l’isolamento e la sbarra di ferro che mi ha tenuta legata per tanti anni nel vortice dell’insicurezza, della solitudine, della sofferenza. La sua voce può essere più forte del canto di fiducia verso il mondo. La paura assume le sembianze di un dittatore, ha la presunzione di anticipare il pensiero degli altri portandomi ad avere timore del giudizio altrui. Insinua in maniera sottile sotto pelle, l’insicurezza, un tatuaggio indelebile con caratteri ben definiti. Lega con una corda sottile i sentimenti, getta via le chiavi della libertà. Diventa una costante nelle relazioni con gli altri, ti acceca, impone confini, diventata il filtro con cui sopravvivi in questo mondo.

Dopo tanti anni ho aperto gli occhi, attraverso quello che potrebbe essere definito erroneamente solo un piccolo libro, il cui titolo, con una semplice domanda ha smosso dentro il petto il mio desiderio di conoscermi in profondità. John Powell, con le sue parole ha accolto il mio grido d’aiuto facendo accrescere in me il desiderio di cambiare direzione. Questo libro, rappresenta quel farò che mostra la strada da seguire per conquistare la libertà. Tu perchè hai paura?