Il principio e la fine L’alfa e l’omega Il punto di partenza e il punto di arrivo La fine di una stagione e l’inizio di un nuovo capitolo Inizio pagina e fine pagina La gestazione e la nascita La semina e la raccolta Quando pensiamo alla parola fine spesso gli diamo un’eccezione negativa o positiva a seconda del risultato. Pensiamo al termine di una partita della nostra squadra del cuore, il risultato determina il nostro umore. Cosi come quando guardiamo un film al cinema, spesso mi è capitato di imbattermi in delle vere e proprie opere d’arte, il cui finale mi ha lasciato l’amaro in bocca. Per non parlare della fine di una relazione, il vuoto che permane per giorni, il dolore che vorremmo passasse con uno schiocco di dita.
La fine di un contratto di lavoro che percepiamo come devastante, destabilizzante. Ricordati che un po’ come nei videogiochi, nella vita è necessario azzerare un livello per passare al successivo. Serve ad andare avanti. La sofferenza dettata dalla fine di un percorso, come i momenti di gioia, ha un inizio e una fine non definirla una nemica, può insegnarti molte cose e farti crescere. Dalla rottura e dal dolore che parte la rinascita. La capacità di resilienza ci dà forza e ci aiuta a guardare il nostro riflesso sul fondo del pozzo, in modo da imparare una lezione da quello che vediamo. Potete ricordare nei vostri giorni più bui che affinché sorga il sole, dovete assistere al tramonto. Non dovete mai perdere la certezza che, da ogni brutto momento, si può trarre forza e ricostruire se stessi. Nella nostra esistenza è quindi di vitale importanza convincersi che ogni fine è un inizio per dare modo agli eventi e a noi stessi di evolversi. Non lasciamo nulla in sospeso perché sarà sempre qualcosa che ci porteremo dentro come una ferita aperta. La capacità di vivere positivamente il cambiamento si basa sulla fiducia di potercela fare, di essere in grado di affrontare la nuova avventura, vivendo con pienezza l’entusiasmo di un nuovo inizio. È difficile pensare che ogni fine è un nuovo inizio perché il termine di qualcosa è spesso vissuto in modo triste e traumatico. Questo perché la fine non è eccitante come l’inizio, sinonimo di novità e di nuove sfide, capace di infonderci energia ed ottimismo.
Eppure per ogni nuova avventura è necessario chiudere qualcosa che c’è stata prima. Ma niente nella vita può andare avanti se non si accetta il fatto che ogni fine è un nuovo inizio. Un po’ come nei videogiochi, nella vita è necessario azzerare un livello per passare al successivo. Serve ad andare avanti. Nella nostra esistenza è quindi di vitale importanza convincersi che ogni fine è un inizio per dare modo agli eventi e a noi stessi di evolversi. Non lasciamo nulla in sospeso perché sarà sempre qualcosa che ci porteremo dentro come una ferita aperta. La capacità di resilienza ci dà forza e ci aiuta a guardare il nostro riflesso sul fondo del pozzo, in modo da imparare una lezione da quello che vediamo Potete ricordare nei vostri giorni più bui che affinché sorga il sole, dovete assistere al tramonto.  Ogni giorno è una nuova opportunità per dare vita al miglior inizio, in qualsiasi ambito, o per preservare quello che vi rende felici. Non dovete mai perdere la certezza che, da ogni brutto momento, si può trarre forza e ricostruire valori che credevamo persi. Se ci rifiutiamo di cambiare, nella pretesa di rimanere fedeli al “vecchio sé”, resteremo sempre lontani dal “vero sé”, perché la vita, nel suo continuo divenire, ci porta sempre un passo più in là rispetto a dove eravamo; non cambiare significa ostacolare il flusso vitale, condannarsi alla stagnazione, alla ripetizione di abitudini che non ci rappresentano più Isca Salzberger-Wittemberg è una psicoterapeuta di origine tedesca che vive a Londra. Attingendo alla sua pluriventennale esperienza presso la Tavistock Clinic ci racconta di come dobbiamo continuamente confrontarci con le fini e con gli inizi, che sembrano due poli antitetici, ma che, a ben guardare, sono le due facce della stessa medaglia: la fine di qualcosa non è che l’inizio di qualcos’altro. Di conseguenza, parlare di come le cose iniziano e finiscono è un modo per parlare di come tutto cambi e si trasformi continuamente, di come noi cambiamo e ci trasformiamo nel corso della nostra vita. le caratteristiche dei momenti di transizione che le persone possono trovarsi ad attraversare; vengono presi in esame i mesi successivi alla nascita, la fase di svezzamento, i primi compleanni, l’ingresso all’asilo, le esperienze di inizio e fine e scuola nell’arco dell’infanzia e l’adolescenza, l’inizio degli studi universitari, l’ingresso nel mondo del lavoro, il matrimonio, la nascita dei figli, l’invecchiamento, il confrontarsi con i lutti, il pensionamento, il prepararsi alla morte.
Messaggio pubblicitario Le varie storie sono accomunate dalla necessità di affrontare un cambiamento, di andare incontro all’ignoto, terminare un qualcosa per iniziare qualcos’altro, cosa che comporta l’elaborazione di emozioni forti, complesse e contrastanti. La gioia per qualcosa di nuovo che sta iniziando si associa al dispiacere per qualcosa che si conclude. Poco importa se stiamo parlando del neonato che lascia la sicurezza del grembo materno, del bambino che inizia l’asilo, uscendo per la prima volta dai confini del nucleo familiare per incontrare il mondo “fuori di casa”, del primo giorno di scuola elementare, di scuola superiore, di università o del primo giorno di lavoro, dello sposarsi, del mettere al mondo un figlio o dell’andare in pensione: la persona si ritrova ogni volta a ricominciare, ridisegnando il confini del proprio sé per dare inizio ad una nuova esperienza del mondo. La capacità di vivere positivamente il cambiamento si basa sulla fiducia di potercela fare, di essere in grado di affrontare la nuova avventura, vivendo con pienezza l’entusiasmo di un nuovo inizio; non meno importante è il sapere prendere congedo con la realtà precedente, vivendo il dispiacere che nasce dal distacco.