I ​NEURONI SPECCHIO hanno un ruolo determinante a livello di sensazioni sono importanti: vedere una persona che si fa male o che prova disgusto porta ad attivare delle aree che hanno a che fare con il dolore e i neuroni specchio. Queste aree ci permettono di avere una ​SIMULAZIONE INCARNATA: ​sentire nel nostro corpo e nelle nostre emozioni quello che l’altro sente, perché i neuroni specchio simulano quello che l’altro sta provando.

Quello che è stato messo in luce riguardo i neuroni specchio è che quando io interagisco con l’altra persona si crea un meccanismo in me→ simulo nel mio cervello lo stato d’animo altrui, così capisco l’altro simulando in me il suo stato d’animo. Questo è alla base dell’intersoggettività e dell’empatia che mi aiuta a capire l’altra persona.
Questo cambia la nostra concezione della mente: vivo costantemente in interazione con gli altri avendo delle risonanze emotive che mi consentono di capire che cosa l’altro sta provando.
Esempio: quando gioco a tennis c’è un ritmo reciproco in cui probabilmente intervengono gli oscillatori adattivi.
Esempio: anche in campo infantile è stato definita l’alternanza dei turni. Nell’interazione tra la mamma e il bambino durante l’allattamento. È come una “danza interattiva” e per evitare che “durante la danza interattiva ci si pesti i piedi” ci sono questi oscillatori adattivi che aiutano a trovare una sincronia, un ritmo condiviso che ci aiuta ad adattarci all’altro.

Condivisione delle emozioni e sensazioni

L’evidenza empirica mostra come i meccanismi specchio sono coinvolti nella nostra capacità di condividere le emozioni e le sensazioni degli altri. L’osservazione dell’espressione facciale delle emozioni di base attivano le strutture cerebrali includenti la corteccia premotoria ventrale, l’insulina e l’amigdala. L’emozione dell’altro è compresa attraverso il riutilizzo degli stessi circuiti neurali su cui si fonda la nostra esperienza in prima persona di quella emozione. Emozioni e sensazioni dell’altro sono un’importante aspetto dell’intersoggettività, poiché interpretiamo le emozioni altrui basandoci sulle nostre.