Bellezza, è un termine che deriva dal latino “bellus” (bello), che a sua volta è un diminutivo del termine “bonus” (buono). Per Platone e Aristotele, la bellezza corrispondeva al “Vero”, mentre per gli uomini moderni la bellezza è quella qualità che in modo spontaneo suscita sensazioni di piacevolezza e benessere. Per quanto si sia tutti d’accordo nel riconoscere che esiste una bellezza oggettiva e una bellezza soggettiva, è quasi sempre la seconda che suscita le più accese discussioni.

Michelangelo diceva che in un cubo di marmo lui vedeva la sua opera già compiuta. In un masso informe era nascosta un’opera d’arte. Apparentemente, invisibile agli occhi distratti, preziosa per il suo autore.

Kohut (1971) appartenente alla scuola di Chicago. Egli nutriva la convinzione che il narcisismo non dovesse essere eliminato dall’animo umano ma elaborato. Riteneva che il narcisismo fosse una forza psicologica indipendente e dotata di una propria linea di sviluppo all’interno della crescita della persona. Egli elaborò il suo modello, lavorando con pazienti che si mostravano depressi, insoddisfatti e vulnerabili. Giunse alla conclusione che questi pazienti stavano male per un insufficiente sviluppo del Sé.
Kohut definì equilibrio narcisistico la condizione caratterizzata da una presenza adeguata di autostima.

Noi siamo un capolavoro, dobbiamo scolpire via le cose superflue. Ammirare, i nostri piccoli difetti i quali ci rendono unici e preziosi. Dobbiamo accogliere il narcisismo sano e coltivarlo.