Pagani, 30 maggio 1980, lettera di Marcello Torre alla famiglia. Torre morirà l’11 dicembre 1980 alle ore 8:20 in prossimità della sua casa colonica e sotto gli occhi della piccola figlia. Diventa riduttivo definire la sua “colpa” di combattere contro la camorra per la speculazione edilizia post – terremoto. In realtà avrebbe voluto costruire una Pagani civile e libera. Riportiamo per intero la sua lettera

“Carissimi, ho intrapreso una battaglia politica assai difficile. Temo per la mia via. Ho parlato al dr Ingala (commissario PS Nocera Inferiore ndr). Conoscete i valori della mia precedente esperienza politica. Torno nella lotta soltanto per un nuovo progetto di vita a Pagani. Non ho alcun interesse personale. Sogno una Pagani civile e libera. Ponete a disposizione degli inquirenti tutto il mio studio. Non ho niente da nascondere. Siate sempre degni del mio sacrificio e del mio impegno civile. Rispettatevi ed amatevi. Non debbo dirvi altro. Conoscete i miei desideri per il vostro avvenire. Lucia (la moglie ndr) serena – Peppino ed Annamaria (i figli ndr) “laureati” corretti – tolleranti – aperti all’esistenza – con una famiglia sana e tranquilla. Quanti mi hanno esposto al sacrificio siano sempre vicini alla mia famiglia. Vi abbraccio forte al cuore un pensiero ai miei fratelli, alle zie e a tutti i miei cari… Marcello”.

La lettera fu scritta durante la chiusura della sua campagna elettorale, il 30 maggio del 1980, quindi ancor prima di diventare sindaco ed era indirizzata al pubblico ministero dott. Domenico Santacroce. A seguito della morte del sindaco, ci furono due iter processuali in cui gli esecutori materiali sono stati assolti a formula piena per non aver commesso il fatto. Grazie alla successiva “collaborazione” di un pentito, che guidava  la macchina del commando omicida, è stato condannato Raffaele Cutolo come mandante. Tuttavia resta da individuare la zona grigia, cioè i  soggetti politici che in combutta con i criminali decisero di sopprimere barbaramente il sindaco gentile.

Stamattina, in via Ferrante a Pagani, 41 anni dopo quella lettera, Torre è stato ricordato con una cerimonia intensa, commovente, con la partecipazione di tanta gente. I suoi occhi, grazie al capolavoro artistico di Jorit, guarderanno per sempre alla sua Pagani, che voleva libera e civile. 

 

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