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“Nel ringraziare tutti i tosellanti, le associazioni, gli artisti, i dipendenti pubblici e quelli della Sam, le forze dell’ordine per la riuscita dei festeggiamenti civili della Madonna delle Galline, è doveroso aprire una riflessione anche sul momento fondamentale della festa, ovvero quello religioso”. Così scrive il sindaco di Pagani, Lello De Prisco.

“Intanto  ringrazio l’Arciconfraternita della Madonna delle Galline, nella persona del priore, Giuseppe Tortora, per il lavoro svolto anche quest’anno. In questo 2022 neanche per l’Arciconfraternita il compito è stato semplice. Seppur i nostri incontri siano iniziati a febbraio, solo ad aprile siamo stati notiziati sulle modalità stabilite per i festeggiamenti religiosi, senza essere consultati. Ciò ha comportato anche per loro grosse difficoltà, soprattutto per la mancata autorizzazione allo svolgimento di tutte le processioni, tra cui questa, da parte dell’assemblea del clero diocesano. Fare da cuscinetto con la spinta popolare non è assolutamente un compito semplice, così come difficile è stata la scelta di svolgere la messa all’aperto e il successivo rientro della Statua della Vergine nel Santuario, date le avverse condizioni climatiche. Scelte per lo più vissute al momento e che sono ricadute fondamentalmente sulle spalle e sul senso di responsabilità di poche persone, che hanno dovuto mediare costantemente una posizione che tenesse in piedi il rito religioso con i motivi di ordine pubblico. Tale difficoltà percepite sin dal primo momento dall’Amministrazione, hanno fatto sì che il Comune di Pagani si prendesse carico ed onere economico di tutte le attività svolte anche per finalità religiose. È evidente che la qual cosa non potrà ripetersi per gli anni futuri, per cui è giusto aprire un tavolo di confronto sin da adesso, tra comune, Forania di Pagani e Arciconfraternita stessa”.

“Il momento civile e il momento religioso sono distinti ma non distanti e si corre il rischio serio di creare una frattura incolmabile se si subiscono scelte unilaterali nei confronti dell’istituzione civile.
I fedeli sono al contempo anche cittadini, che in gran parte non fanno distinzione tra autorità religiose ed autorità civili quando si parla di processioni e di pietà popolare, e ciò non va sottovalutato. Le scelte che possono invadere sfere di competenza altrui, senza valutarne i risvolti e senza consultarsi, sono molto rischiose. Ve lo immaginate un sindaco che impedisce una processione per motivi religiosi e non per ordine pubblico? Non si può sottacere che la decisione sia stata assunta senza considerare le conseguenze che di riflesso ciò avrebbero comportato su una istituzione civile, invadendone le competenze, soprattutto in materia sanitaria. Questa istituzione civile si è dovuta più volte difendere, finanche dovendo giustificarsi alla domanda sul perché il Papa avesse concesso le processioni e il sindaco di Pagani no. Quest’anno è stato, si spera, un anno di transizione, così come ribadito nell’omelia da Sua Eccellenza. Nonostante la tensione dei minuti iniziali della celebrazione, causati da uno sparuto gruppo di presenti, dobbiamo essere contenti del gran senso di responsabilità dei fedeli, che hanno visitato con ordine e devozione il Santuario nel corso di queste quattro giornate di festa. Ci resta l’amaro in bocca, penso condiviso da tutti, per quell’articolo infamante di Famiglia Cristiana, che imputa alle processioni paganesi, e a chi le conduce, presunti omaggi a camorristi. Un articolo che ha dipinto la città di Pagani per quello che non è, infangandola, e su cui ci siamo riservati azioni legali, nel silenzio assordante della forania locale. Ancor più grave è che tale articolo sia successivo alla solidarietà espressa sin dal primo momento a Sua Eccellenza il Vescovo a nome di tutta la città da me prima che da chiunque altro, su manifesti in alcun modo imputabili ai paganesi, secondo gli inquirenti. Pare che ci si sia dimenticati troppo precipitosamente dell’organizzazione della visita di Sua Eminenza il Cardinale Parolin in occasione della Festività del Santo Patrono di Pagani, lo scorso agosto, il Dottore della Chiesa Sant’Alfonso Maria de Liguori, anche in quell’occasione ricaduta sulle spalle di questa stessa Amministrazione, che non si è sottratta a quello sforzo immane pur trovandosi la Regione Campania in zona arancione”.

“Venga da questo risultato oltremodo positivo, malgrado le tensioni, i boicottaggi, le provocazioni e i doppi giochi, un monito sia per le istituzioni civili sia per quelle religiose: la festa della Madonna delle Galline appartiene ad un popolo che ne tramanda devozione e tradizione e che resisterà e supererà la volontà di chi pro tempore le rappresenta. Una organizzazione che per il futuro non potrà prescindere da decisioni unitarie, senza invadere i campi di competenza altrui. Domenica scorsa forte si è elevato il fruscio del vento che deve portare via con sé tutte le nubi oscure che avvolgono ognuno di noi. Ancor più forte deve soffiare il vento di un rinnovato accordo tra le istituzioni civili, religiose e la gente, fatta di devoti e di cittadini laici, che spesso sono la stessa persona. Le nostre comunità fondate su radici cristiane, su riti antichi quanto profondi, necessitano di un rinnovato dialogo che faccia fare a tutti un passo in avanti. L’eliminazione di storture ed eccessi è interesse Comune”.

 

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