Se il nostro sistema scolastico è arrivato a colpire così duramente le figure ‘apicali’, che ha generato in seguito ad una procedura concorsuale, che, immagino, rigorosissima vuol dire che c’è un buco di organizzazione e di gestione. Mi auguro che se ne prenda coscienza e si provveda a ricucire i rapporti tra centro e periferia, lo scrivo per amore verso la cultura e per rispetto nei confronti delle Istituzioni che, anche io, nel mio piccolo rappresento, nell’atto dell’insegnamento scolastico.

 

Non reggo più le rappresentazioni, preferisco la logica dei fatti. In questo momento ci faremmo ‘spoilerare’ qualsiasi finale che abbia la parvenza di un ‘nostos’. Omero lo scrisse secoli fa, dopo lungo errare Ulisse (in nome dei Docenti, tutti) decise di tornare ad Itaca (la scuola perduta, per pandemia sopravvenuta). Ora stiamo aspettando che il Consiglio degli Dei (pensate a chi volete voi) ci indichi la via. Nel caso, il nostro periglioso viaggio avrà nuovo inizio. Tra Scilla e Cariddi (PAI e PEI), nell’incontro con Circe (DID) che trasformò gli studenti in porci e, poi, nuovamente, in uomini e donne guideremo con il solo coraggio dell’incoscienza leggiero vasel. Desideriamo un ritorno ed, invece, un Dio lo farà lontano e scatenerà contro di noi gli Oceani (i banchi con le rotelle), ma noi, muniti di lame roteanti, (i presidi sanitari forniti dal Ministero dell’Istruzione) difenderemo con valetudine il nostro onore e il nostro nome.

Cari lettori si scherzava…mica tanto però. Mentre Regioni e Ministero sfogliano la margherita e si perdono, come bambini, nel labirinto della ‘politica’, vi racconterò un paio di fatti.

Maria De Biase ‘la Dirigente scandinava’ (riportato da Panorama del 2 agosto del 2020), si occupa, da molti anni, di outdoor education. La De Biase dirige un Istituto comprensivo nel Parco del Cilento, nell’agosto del 2020 ipotizzava di far studiare i suoi allievi all’aperto, per far fronte alle nuove esigenze dettate dal Covid decide di allestire gli spazi esterni con strutture leggere in grado di accogliere gli studenti e le studentesse. Maria pensa a tutto; non ipotizza strutture inquinanti ma pensa di utilizzare ‘materiali di recupero’ offerti spontaneamente dalla natura circostante. Immagina passeggiate al mare, escursioni in montagna, pedalate, trekking. Chiede spazi ombreggiati fuori dall’edificio scolastico, viaggia con la fantasia.

Questa donna ‘coraggiosa’ ha introdotto nella sua scuola la merenda a chilometro zero e dato vita a strumenti musicali con materiali ricavati dai rifiuti. Premiata più volte anche in campo internazionale, sarà vittima di sberleffi ed accuse pesanti delle quali spesso si è parlato lo scorso anno. Più volte il destino di Maria De Biase, e delle scuole che ha diretto, si sono intrecciati, la logica del ‘mi prendo tutto io’ ha prevalso (quindi i plessi sono stai accorpati diversamente per far posto a giochi di potere politici  e per togliere di mezzo un personaggio ‘scomodo’). Rabbia, sensazione di impotenza e silenzio da parte delle Istituzioni (che pure l’avevano citata ad esempio ed elogiata finanche in Parlamento). Il 31 dicembre 2020 leggo con disappunto queste parole ‘…Ora è il momento di fermarsi, di riflettere e, grazie anche al momento drammatico che stanno vivendo le scuole, di capire quale strada intraprendere. Il mio tempo professionale è poco e non so quanto potrò ancora fare e quanta voglia avrò di ricominciare. Se tutto andrà bene, se la salute mi accompagnerà, riprenderemo a parlare di scuola il primo settembre. Arrivederci.’( dal suo profilo Facebook ). Che dire ancora…la banalità del male!

 

Maria Rosaria Anna Onorato