Dopo il tavolo della scorsa settimana, secondo atto tra comuni “ospedalieri” dell’Agro e Cgil. Bozza di 8 pagine da perfezionare entro lunedì e poi da trasformare in documento condiviso da Cgil e comuni di Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Scafati e Sarno, posto immediatamente all’attenzione della Regione, con richiesta esplicita di audizione in Commissione Regionale Sanità in vista del Piano Sanitario Regionale.

Oltre ad Arturo Sessa (Cgil), presenti i sindaci Torquato, Cuofano e Pentangelo. Per Pagani c’era la consigliere delegata Greco. Per Scafati è arrivato l’ok telefonico da Salvati. Interesse alla vicenda e all’atto ha manifestato, privatamente nei giorni scorsi con Torquato, anche Servalli da Cava. Mancano cenni da Sarno, cioè da Canfora, che in ogni caso aveva mostrato in precedenza ampia disponibilità partecipativa a Pentangelo, sindaco di Corbara e coordinatore di fatto della Consulta dei Sindaci dell’Agro. Presenti anche Stile e Guerritore per la commissione consiliare sanità di Nocera Inferiore.

Il documento si caratterizzerà per la richiesta di fondo: il Dea di secondo livello per l’Agro inteso come ospedali di Nocera, Pagani, Sarno e Scafati  (assicurerbbe, oltre alle prestazioni fomite dal DEA I livello, le funzioni di più alta qualificazione legate all’emergenza, tra cui la cardiochirurgia, la neurochirurgia, la terapia intensiva neonatale, la chirurgia vascolare, la chirurgia toracica, secondo le indicazioni stabilite dalla programmazione regionale.Altre componenti di particolare qualificazione, quali le unità per grandi ustionati, le unità spinali ove rientranti nella programmazione regionale). Le altre richieste in bozza chiamano in causa il necessario aumento di personale e di macchinari. Ma c’è anche altro: sfruttare le risorse Pnrr per far nascere Case della Salute e Ospedali di Comunità, pensare in chiave futura alla costruzione di un nuovo ospedale dell’Agro. A latere anche la presa d’atto che Scafati sarà presidio ospedaliero e che per Sarno la regione ha in serbo di dire di sì alla richiesta da tempo avanzata per un Dea di Primo Livello (garantisce oltre alle prestazioni fornite dagli ospedali sede di Pronto Soccorso anche le funzioni di osservazione e breve degenza, di rianimazione e, contemporaneamente, deve assicurare interventi diagnostico-terapeutici di medicina generale, chirurgia generale, ortopedia e traumatologia,  cardiologia con UTIC, sono inoltre assicurate le prestazioni di laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche, di diagnostica per immagini, e trasfusionali). Qui si innesca però una situazione da studiare e limare. Torquato ha ribadito volontà di tenere nell’ambito del Secondo Livello anche Sarno. Ma il riconoscimento del Primo Livello a Sarno sembra, almeno con le normative attuali alla mano, ostacolare la partecipazione dell’ospedale in questione al discorso Secondo Livello. E se non si alza il “livello” di Nocera, ci sarebbe una stortura evidente: due DEA di Primo Livello, al momento assai differenti in servizi erogati,

 

 

 

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