“E venne in una grotta al freddo e al gelo”: ancora presto, bisognerà aspettare il 25. Il freddo di ieri sera al Convento dei Cappuccini di Sant’Andrea però era attutito da tante cose: il fuoco per Santa Lucia, la speranza di confermare una presenza francescana anche per il futuro, l’entusiasmo “religioso” dei presenti. Presente la consigliera comunale Tonia Lanzetta, per onorare la tradizione “luciana” insieme a uomini e donne, giovani e meno giovani. La tradizione “luciana” è la scassaria, che si tiene la sera prima del 13 dicembre, cioè di Santa Lucia, nata in Sicilia ma poi, nel corso dei secoli, estesa in particolare al Sud della nostra Italia In cosa consiste ?

Il 12 Dicembre di ogni anno, si allestivano in ogni quartiere, addirittura in passato in ogni portone o quasi, dei falò, “le vampe”, che dalle nostre parti campane presero a chiamarsi “scassaria”. Praticamente in quella giornata, tutti i ragazzi del quartiere si mobilitavano alla ricerca di tutto ciò che potesse bruciare, per allestire la vampa più grande e che bruciasse più a lungo. In alcuni casi qualcuno poneva in cima alla vampa un manichino, forse a rappresentare la Santa messa al rogo a causa della sua fede, ma che “in realtà non ha nessuna valenza religiosa, in quanto gli allestimenti dei falò non traggono origine dalla tradizione cattolica, ma derivano dai riti pagani della cultura greca antica, e stanno a rappresentare un richiamo al luogo dove si svolgevano le feste” (Padre Duminuco Amedeo), oppure possono trarre origine dagli antichi riti di adorazione del fuoco.

La tradizione cattolica è fatta di preghiera davanti al fuoco, nessun cedimento a riti pagani, il fuoco come luce destinata ad illuminare il cammino dei credenti, una tradizione che non va persa, dispersa o fraintesa.

Appuntamento speciale per la scassaria 2022 a Sant’Andrea: i presenti di ieri sera, ma non solo loro, sperano che il Natale riesca a portare la buona novella anche per il destino dei Frati Cappuccini, presenti attualmente in numero di 3 nella struttura conventuale. Sta per scadere la prima proroga, ovvero la permanenza dei Frati fino al prossimo 6 gennaio, e si parla di una seconda in arrivo fino a giugno da parte della Provincia Cappuccina. Senza clamore ma con azioni incisive ci sono associazioni e privati cittadini a lavoro da tempo per scongiurare il peggio dal punto di vista religioso (decisa la chiusura del convento) ma anche per progettare in ogni caso il futuro di un complesso storico e affascinante. Ieri albergava la speranza, come fiamma di fuoco lontano.