Il comma 1 dell’art. 3 bis del Decreto Legge n. 138/2011 ha previsto l’obbligo per le Regioni di
organizzare lo svolgimento dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica definendo il
perimetro degli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei tali da consentire economie di
scala e di differenziazione idonee a massimizzare l’efficienza del servizio, nonché di istituire o
designare gli enti di governo degli stessi, e che la dimensione degli ambiti o bacini territoriali
ottimali di norma deve essere non inferiore almeno a quella del territorio provinciale, fatta salva
la possibilità per le Regioni di individuare specifici bacini territoriali di dimensione diversa da
quella provinciale, motivando la scelta in base a criteri di differenziazione territoriale e socioeconomica e in base a principi di proporzionalità, adeguatezza ed efficienza rispetto alle caratteristiche del servizio;

il comma 1 bis, dell’art 3 bis del Decreto Legge n. 138/2011 prevede che “le funzioni di
organizzazione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica, compresi quelli
appartenenti al settore dei rifiuti urbani, di scelta della forma di gestione, di determinazione
delle tariffe all’utenza per quanto di competenza, di affidamento della gestione e relativo
controllo sono esercitate unicamente dagli enti di governo degli ambiti o bacini territoriali
ottimali e omogenei istituiti o designati ai sensi del comma 1” del medesimo art. 3 bis;
– la Legge Regionale 26 maggio 2016, n. 14, “Norme di attuazione della disciplina europea e
nazionale in materia di rifiuti e dell’economia circolare”, ha proceduto al riordino della
normativa regionale di settore e della governance del sistema integrato di gestione del servizio
rifiuti in regione Campania mediante l’individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO)
per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, la disciplina dell’organizzazione e svolgimento del
servizio attraverso l’individuazione e la regolamentazione degli Enti d’Ambito quali enti di esercizio del servizio a livello regionale, la definizione della disciplina transitoria del
funzionamento del sistema


l’art. 7, comma 1, lettera c) della Legge Regionale 26 maggio 2006 n. 14, ha definito l’Ambito
Territoriale Ottimale (ATO) come “la dimensione territoriale per lo svolgimento, da parte dei
Comuni in forma obbligatoriamente associata, delle funzioni relative alla gestione dei rifiuti
urbani secondo i principi di efficienza, efficacia, economicità, trasparenza e sostenibilità
ambientale”;- l’art. 7, comma 1, lettera d) della Legge Regionale 26 maggio 2006 n. 14, ha definito il SubAmbito Distrettuale (SAD) come “la dimensione territoriale, interna all’ATO ed in conformità ai criteri stabiliti dal PRGRU, per l’organizzazione del ciclo o di suoi segmenti individuata per
una maggiore efficienza gestionale”; – l’art. 7, comma 1, lettera e) della Legge Regionale 26 maggio 2006 n. 14, ha definito l’Ente d’Ambito (EdA) come “l’Autorità d’Ambito costituita dai comuni ricadenti in ciascun ATO per l’esercizio in forma obbligatoriamente associata delle funzioni amministrativa inerenti la gestione dei rifiuti”;

– l’art. 23, comma 1, della Legge Regionale 26 maggio 2006 n. 14, per l’esercizio associato delle
funzioni relative al servizio di gestione integrata dei rifiuti da parte dei Comuni, ha ripartito il
territorio regionale nei seguenti Ambiti Territoriali Ottimali (ATO): Ambito territoriale ottimale
Napoli 1; Ambito territoriale ottimale Napoli 2; Ambito territoriale ottimale Napoli 3; Ambito
territoriale ottimale Napoli 3; Ambito territoriale ottimale Avellino; Ambito territoriale ottimale
Benevento; Ambito territoriale ottimale Caserta; Ambito territoriale ottimale Salerno;
– l’art 25 della Legge Regionale 26 maggio 2006 n. 14, ha fatto “obbligo ai Comuni della
Campania di aderire all’Ente d’Ambito territoriale (EdA) in cui ricade il rispettivo territorio per
l’esercizio in forma associata delle funzioni in materia di gestione del ciclo dei rifiuti, in
conformità a quanto disciplinato dalla presente legge” secondo le procedure di cui al comma 2
del richiamato articolo ed istituito, quali soggetti di governo di ciascun ATO, i seguenti Enti
d’Ambito: EdA NA 1 ; EdA NA 2; EdA NA 3; EdA AV; EdA BN; EdA CE; EdA SA; 

 

l’EDA Salerno, sentiti i Comuni, ha ripartito il territorio dell’ATO Salerno in 10 SAD oltre
il Comune Capoluogo costituito in SAD, sulla base dei seguenti criteri: popolazione o bacino di utenza, densità abitativa, caratteristiche morfologiche e urbanistiche, logistica, in funzione della dislocazione degli impianti, limite demografico; con Deliberazione di Consiglio d’Ambito n. 14 del 06.08.2020, è stata approvata la Relazione Preliminare di Piano d’Ambito contenente l’articolazione dell’ATO Salerno in SAD, le modalità organizzative e gestionali del servizio integrato e la dotazione impiantistica prevista per soddisfare i fabbisogni di trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani alla luce delle indicazioni del Piano Regionale. Con Deliberazione di Consiglio d’Ambito n. 27 del 30.12.2020, l’EDA Salerno ha approvato il Preliminare di Piano d’Ambito Territoriale ex art. 34 L.R.C. n. 14/2016, su cui avviare la procedura di VAS integrata con la Valutazione d’Incidenza;
– Deliberazione di Consiglio d’Ambito n. 14 del 29.07.2021 l’EDA Salerno ha approvato il
Preliminare di Piano d’Ambito Territoriale aggiornato; nel Preliminare di Piano è prevista una suddivisione verticale tra l’attività cd. “capital intensive”, inerente alla gestione dell’impiantistica pubblica a servizio dell’ATO Salerno, che è stata affidata in house providing alla società EcoAmbiente Salerno S.p.A., e l’attività cd. “labour intensive”, inerente alla gestione del servizio di spazzamento, raccolta, trasporto e gestione delleinfrastrutture a servizio della raccolta, che dovrà essere affidata ad un “gestore unico” per Sub Ambito Distrettuale (SAD); il Comune di Nocera Inferiore appartiene al SAD denominato “AGRO MERIDIONALE” ; – L’EdA Salerno ha convocato, con nota dell’ 8 Luglio 2021, una riunione per il giorno 22 luglio 2021 alle ore 15:00 in videoconferenza, con tutti i comuni costituenti il SAD, in conformità alle disposizioni del Codice dell’amministrazione digitale, D.Lgs.7 marzo 2005, n.82 e ss.mm.ii. (CAD) Castel Ssn Giorgio, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Roccapiemonte, San Marzano sul Sarno, San Valentino Torio e Sarno, al fine di rappresentare gli aspetti salienti della pianificazione
d’Ambito.