Potere al Popolo: una riflessione semi-seria sulle prossime elezioni comunali

Ogni giorno, a Nocera Inferiore, una lista civica si sveglia e sa che dovrà correre più veloce del partito.

Ogni giorno, a Nocera Inferiore, un partito si sveglia e sa che dovrà mascherarsi più veloce della civica.

Ogni giorno, a Nocera Inferiore, non importa che tu sia partito o lista civica, l’importante è NON fare politica.

 

I giornali locali ci informano quotidianamente sulle nuove alleanze e soprattutto sul chiacchiericcio intorno alle possibili alleanze in vista delle prossime elezioni comunali.

Sono mesi caldissimi ai tavolini dei bar, in cui, oltre ai caffè e alle brioches, si consumano lunghe trattative tra personaggi vecchissimi e nuovissimi (ma soprattutto vecchissimi) per gestire l’era post-Torquato. Che cosa abbiamo imparato da 10 anni di amministrazione Torquato? Che le briciole che si spargono copiose su quei tavolini sono tutto quello che è rimasto della politica a Nocera. Un resto scomodo, qualcosa da spazzare sotto al tappeto, o da nascondere sotto altra forma: IL CIVISMO.

Quando sentiamo parlare di liste civiche, in realtà stiamo assistendo a dei tentativi di mascheramento e di riciclo da parte di personaggi che già hanno percorso tante strade, spesso dimenticando nel cassetto una o più tessere di partito che spaziano da destra a sinistra. Si fa poi spesso appello alla trasversalità e al bene della città, in nome dei quali si dovrebbe rinunciare alle differenze di visione politica e di obiettivi concreti.

Questo è quello che si intende dalle nostre parti con “civismo”.

Questa, tirando le somme, è l’eredità dell’amministrazione Torquato: un appiattimento di tutte le opzioni politiche, anzi, un miscuglio simile all’acqua con l’olio, in cui tutti gli elementi hanno però un interesse in comune: stare ben piantati dove stanno.

E questa eredità subito trova la sua diretta discendenza nelle varie dichiarazioni d’intenti che di continuo stiamo ascoltando nelle ultime settimane: trasversalità, unione di forze, civismo come panacea.

 

Essere trasversali per il bene della città è una menzogna! È una grande illusione, un gioco di prestigio che dura solo il tempo di una campagna elettorale, e che lascia aperte solo due possibilità:

  • l’uomo forte (vedi Torquato), che si è portato sulle spalle un’amministrazione frammentata e inetta, pur di tenere insieme tutte le “anime”, senza ottenere nessun risultato significativo, condannando la città all’immobilismo;
  • l’instabilità, laddove l’eterogeneità dei “falsi civici” esplode in tutte le sue contraddizioni, rendendo di fatto impossibile amministrare la città.

Cosa intendiamo per “falsi civici”? Tutti i “prestati alla politica” della prima e dell’ultima ora: professionist* affermat*, giovani di belle speranze, collaudat* portavoti, tecnic* che si fregiano

 

 

 

 

 

 

del marchio della neutralità a tutti i costi. Tutti i personaggi che fingono di dimenticare la loro appartenenza politica e partitica alla bisogna, cioè quando c’è da salire su un carrozzone nato a quei tavolini di cui sopra… e mentre si chiacchiera e si chiacchiera la città diventa sempre più una “palude della tristezza” senza possibilità di risalita.

 

Cosa vogliamo dire allora con questo? Che civico è sempre male e partito è sempre bene? NO! Magari fosse così semplice uscire dalla palude…

Esistono ancora partiti che si esibiscono fieramente come partiti, e riescono comunque a essere espressione di qualcosa di molto lontano da una Politica degna di questo nome. L’esempio più lampante è il PD, che più che un partito ormai è una fabbrica di clientele (vedi il sistema-Salerno).

 

Come uscire allora dal pantano?

Noi di Potere al Popolo, al posto della parola “civica”, che come abbiamo detto ne richiama altre come “carrozzone elettorale” o “politicanti camuffati”, preferiamo la parola “civile”, che si accosta invece a “impegno”…

L’impegno di chi ha svolto davvero il ruolo della cittadinanza attiva, l’impegno di assumersi la responsabilità delle proprie idee e delle proprie azioni, l’impegno di chi dice “Sì, noi facciamo Politica!”.

Politica significa progettare con una direzione chiara, sottrarsi al cerchiobottismo e all’ipocrisia di dover accontentare tutti senza cambiare mai veramente nulla… Politica è: prendere posizione! Potere al Popolo!

 

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