L’avevamo già apprezzata come scrittrice vera e affascinante. “Le forme dell’amore” appariva un romanzo minimalista perché parlava di storie di persone comuni in un ambiente circoscritto, ma secondo noi aveva un respiro decisamente più ampio: raccontare un sentimento – l’amore – universale e inafferrabile, partendo da come questo viene vissuto in un certo momento storico. Quindi raccontare l’amore ma anche raccontare un’epoca, incastrandolo al tempo e al luogo in cui viene vissuto. Aborto. Omosessualità. Gravidanza fuori dal matrimonio. Relazioni tra una lei più grande e un lui molto più giovane. Nel 1967 basta una solo di queste situazioni a fare di un individuo un reietto. I protagonisti ? Tutti degli “aspiranti reietti”: vivono amori irregolari, scandalosi per la società del tempo.
Prima c’era stato un altro romanzo  “La seduta è sospesa”, arrivato tra una sceneggiatura e l’altra della  fiction Rai “Don Matteo”.   Il tempo passa e ritroviamo Mariella Sellitti, figlia di Ninì da poco scomparso, in altre avventure stimolanti, ad esempio il branded Podcast “Il piacere è tutto mio”. Poi l’attualità o quasi, con la scrittura e la direzione del cortometraggio “Ci vediamo giovedì “promosso dall’Associazione culturale Parlamentaria- il parlamento delle idee con il patrocinio morale dell’accademia di Romania in Roma, il Comune di Nocera Inferiore, l’associazione Kres di Ischia e l’associazione SNC libri. Il corto vede come protagonista l’attrice di origine rumena Raluca Boca, accanto a lei il giovane Valerio Romoli alla sua prima prova sullo schermo, Rosa Senatore cantante lirica nocerina prestata alla recitazione. Le musiche originali sono opera dell’Electric Trio jazz. Riprese e Montaggio di Ciancio e Francesco Manzo. Suono in presa diretta Gianni Mazzeo. Riprese tutte effettuate a Nocera, che ha location cinematografiche inaspettate all’occhio straniero ma evidenti a chi le conosce da cittadino.
Ieri sera la presentazione a Palazzo di Città. In semplicità e scioltezza.Il corto ha uno scopo “politico” nel senso migliore del termine: combattere i pregiudizi ancora presenti nei confronti delle donne immigrate dall’Est Europa, attraverso la vicenda di una ragazza che da ingegnere in Romania si ritrova a donna di pulizie in Italia: il lieto fine, attraverso un incontro speciale, arriverà ma dovrà superare lo sbarramento di un pregiudizio italiano… Il giovedì, pomeriggio, è il giorno della libertà per tutte le ragazze e donne dell’est che lavorano in Italia, badanti e non solo: sono libere di camminare, di sognare, di desiderare e di fare incontri che potrebbero alimentare speranze.  Già, il giovedì. In un’epoca completamente diversa dalla nostra, era il 1964, andò alla grande il film diretto da Dino Risi, con protagonista Walter Chiari: Dino, uno spiantato quarantenne un po’ sbruffone e con un matrimonio fallito alle spalle, passa una giornata, di giovedì, con il figlio Robertino, di 8 anni, che non vedeva da tempo. Dopo la freddezza iniziale, il bambino prende via via consapevolezza dei difetti del padre e comincerà a volergli bene così com’è, con tutti i suoi limiti. Quando Dino lo riaccompagnerà dalla madre, tra i due si sarà creato un legame molto forte. Quello dipinto dalla scrittura di Mariella Sellitti è un giovedì dal disagio completamente diverso, moderno diciamo così, ma ugualmente penetrante nell’animo e nella testa di chi guarda in platea, ad esempio la console della Romania che ha inviato un commosso messaggio di ringraziamento. 

Manca il nostro messaggio ? Eccolo: “Sono poche le persone che io amo veramente, e ancora meno quelle che stimo. Più conosco il mondo, più ne sono delusa, ed ogni giorno di più viene confermata la  mia opinione sulla incoerenza del carattere umano, e sul poco affidamento che si può fare sulle apparenze, siano esse di merito o di intelligenza.” Frase di Jane Austen, scrittrice anglosassone che piace molto a Mariella, che nel definire Nocera come possibile città cinematografica sogna di ambientarvi qualcosa tratto dalla Austen. Un sogno ? Vedremo…