Il numero dei giovani che scelgono di lasciare la città di Nocera Inferiore è un dato in costante crescita. In vista delle imminenti elezioni amministrative, ho cercato di spiegare il perché di questo preoccupante fenomeno. Questa vuole essere una richiesta di supporto, che i ragazzi di Nocera Inferiore avanzano alla nuova amministrazione. Ci sono persone che hanno preferito, per motivi personali, restare anonime. Ringrazio comunque tutte le persone che mi hanno donato un po’ del loro tempo e che si sono messe in gioco per il bene della città. Ci auguriamo che il futuro sindaco e tutte le persone al suo seguito, possano rispondere col tempo a queste esigenze.

Caro/a futuro/a sindaco/a,

Innanzitutto vorrei congratularmi con Lei per questo onore che sta per ricevere da parte dei cittadini. La fiducia, si sa, di questi tempi è un grande onore. E io sono onorata di poterle porgere metaforicamente questo foglio svolazzante. E sarei altrettanto onorata se Lei lo leggesse, perché si tratta di un documento di inestimabile valore: il pensiero.

Il pensiero dei giovani della sua, della nostra città. Un pensiero che troppo spesso è stato ignorato e/o sottovalutato.

In vista delle elezioni amministrative, ho deciso di condurre una ricerca per dare voce a nuove proposte, per ascoltare le problematiche di chi vive in questa città, ma non si sente supportato, né incoraggiato a restare.

Giovani dai 20 ai 35 anni, che esprimono i propri disagi e le loro preoccupazioni e che hanno qualcosa da dire alla nuova amministrazione.

Colgo l’occasione per scusarmi con tutte le persone che ho insistentemente importunato con questo progetto nell’arco degli ultimi giorni: volevo far luce sulle reali esigenze del futuro di questa città, perché siamo Noi, questo futuro.

Ho cercato di raccogliere più materiale possibile, sebbene il tempo fosse poco, per rivisitare in chiave urbana il divario generazionale mondiale odierno, che sempre più assiduamente ormai occupa le nostre menti.  Quello di chi parte e di chi resta, di chi non ha voglia di lavorare e di chi non ha voglia d’esser sfruttato. Di chi si batte per un valore, di chi ha a cuore i propri diritti, di chi ha carenza di stimoli e li ricerca altrove.

C’è chi ha a cuore l’ambiente, chi la sicurezza, chi tante altre cose, tutte fondamentali.

Ho voluto dare la possibilità a questi ragazzi di esprimersi e di partecipare alla vita della loro città. Ci auguriamo, quindi, di poter esser presi seriamente in considerazione.

Mi sono recata personalmente, o mi sono servita dei social media per infastidire ogni giovane che mi capitasse a tiro. Ho rivolto sempre una sola domanda: perché?

Mi sono chiesta, Signor Sindaco, perché le future generazioni non siano invogliate a restare qui. A studiare, a crescere, ad invecchiare e a educare qui i propri figli qui.

Voglio essere chiara, in queste parole non c’è niente che abbia uno sfondo satirico, nessuna critica, nessuna lamentela. Questo testo si propone d’essere un semplice stimolo per Lei, affinché possa armarsi degli strumenti necessari per fermare questa fuga. Di cervelli e di cuori.

Si presentano testimonianze e proposte di ragazzi che vivono, che studiano qui, che vengono da zone limitrofe, che frequentano o hanno frequentato assiduamente le nostre piazze e i nostri quartieri, che hanno dovuto, loro malgrado, affrontare dei disagi più o meno gravi.

Alcuni di loro hanno la speranza che le cose possano migliorare; altri, progettano di lasciare questa città – di cui lei d’ora in poi dovrà curarsi- nel minor tempo possibile. Anche domani, anche oggi stesso, loro andrebbero via. Lascerebbero le loro famiglie e i loro amici per un posto migliore. Una fuga costretta, che sta a Lei provare a fermare. Ripongo e riponiamo in Lei la nostra fiducia. E la fiducia, si sa, di questi tempi non va sottovalutata.

“A Nocera non c’è niente”

“Eh ma qui cosa vuoi fare? Devi andartene via”

“Non voglio restare a Nocera per tutta la vita”

“Hai sentito quel boato la scorsa notte?”

“Nocera-Sarno un’ora e mezza con i trasporti pubblici, è assurdo!”

“Raga questa sera usciamo altrove? Nocera è un mortorio”

“Nocera è un paese per vecchi”

“Mamma mia, che puzza questo fiume!”

“A Nocera non c’è futuro”

“A Nocera c’è una mentalità troppo chiusa”.

Ne ho sentite e ne ho personalmente dette tante, troppe.

Che cos’è che manca ai giovani della città di Nocera Inferiore?

Ci risponde Luca, 21 anni, che pone la questione su un piano lavorativo:

“A Nocera non c’è futuro. Non ci sono stimoli lavorativi. Bisognerebbe eliminare del tutto il lavoro a nero, aumentare i controlli, garantire dei contributi, anche per i part-time; invogliare i ragazzi, gestire meglio l’alternanza scuola lavoro, magari retribuirla e assicurare realmente una possibilità di inserimento.”

Altri 5 ragazzi hanno fornito la stessa risposta, dichiarando che il problema risieda soprattutto nell’economia della città.

“Potrebbe sembrare stupido, ma mi piacerebbe che ci fosse una bella villa. Sarebbe bello anche per i visitatori, potrebbero sedersi e riposarsi con i loro figli. Si dovrebbe poi creare uno spazio dove i bambini possano giocare in tranquillità, senza infastidire nessuno o rischiare di far del male a qualcuno.”

Serena Armenante, 22 anni

“Magari più controllo, soprattutto in periferia, dove auto e moto corrono velocemente – e sai che per me il pericolo è doppio -. Poi più spazio per i giovani, perché alla fine abbiamo solo bar e pub”.

Pio Grimaldi, 21 anni, è un ragazzo sordo e un grandissimo portiere, che in città conoscono tutti. Ci fa capire ancora di più quanto la sicurezza e la gestione del traffico contino in città e quali sarebbero le conseguenze di una negligenza.

“Non ci sono posti dove poter sfogarsi: campetti di calcio a cinque, campi di basket, parchetti verdi che possano essere un punto di incontro dove sfogare la propria passione, ad esempio con piste da skate oppure un parchetto adibito a palestra all’aperto, che per me che mi alleno sarebbe l’ideale. Ovviamente dovrebbero essere curati e tenuti bene e dovrebbero offrire un po’ di verde. Possibilmente non dovrebbe essere tutto cementato e triste.”

Daniele Bove, 23 anni.

“Condizioni lavorative precarie, stipendi non adeguati che non consentono la formazione di una famiglia o la possibilità di vivere da soli. Sfruttamento continuo. Impossibilità di crescita nel breve e medio periodo. La laurea non è un elemento di avanzamento di carriera, ma soltanto un qualcosa in più. Ai datori di lavoro non interessa molto la figura professionale, ma che la persona sappia fare “tutto”, ovviamente, al minimo sindacale. Lavoro in nero.”

Gabriele, 30 anni

“Faccio parte di quelle persone che vorrebbero andarsene. Le ragioni sono tante, ma sicuramente, soprattutto per il periodo che stiamo vivendo, la più importante è il lavoro. I giovani abbandonano il sud Italia per lo più per cercare un lavoro. Non che qui al sud manchi, ma ho notato grande sfruttamento, condizioni non dignitose, ambienti in cui il merito vale ben poco. Allora i giovani non è vero che non vogliono lavorare, semplicemente desiderano un lavoro dignitoso, perché il lavoro deve rendere l’uomo libero, non frustrato. Un’altra ragione è questa terra che pare essere diventata marcia: il sud Italia è secondo me uno dei posti più belli e fecondi del mondo, e noi lo abbiamo distrutto. Abbiamo bellezze naturali e opere dell’uomo che farebbero invidia a tutti, e invece non sappiamo curarci neppure dell’erba intorno alla nostra casa. Abbiamo inquinato la terra, il mare, l’aria, l’anima. Certo, anche il nord è inquinato, ma lì, dove non c’è tutto quello che abbiamo noi, viene valorizzata ogni cosa, anche la persona. Al sud, invece, le insuperabili bellezze naturali e i talenti umani vengono trascurati. Perciò, ciò che molti di noi giovani proviamo attualmente è la delusione. Forse ci sbagliamo? Forse un giorno, se ce ne andremo, vorremo ritornare? Può darsi. Ma questo non toglie il fatto che adesso desideriamo andare via con la speranza di iniziare davvero la nostra vita.”

Adriana, 26 anni, sposta il discorso su un piano generale, ma che formatosi con le esperienze nella città di appartenenza.

“Ci sono tante cose che si potrebbero fare per rendere Nocera Inferiore una città migliore, non solo per i giovani, ma anche per tutte le persone che ci vivono. Gli argomenti di cui parlare sono tanti e variano dall’estetica fino ad arrivare alle infrastrutture presenti, e non, al suo interno. Una cosa di cui ho sentito la mancanza sin da quando mi ci sono trasferito, è la mancanza di spazi verdi pubblici nel centro cittadino. Se si è soliti frequentare Nocera, questa è la prima cosa che si può notare. Nonostante Nocera si trovi prevalentemente circondata da montagne, al suo interno c’è ben poco che rimandi all’ambiente circostante. Nonostante vi siano dei “parchi” sparsi per la città, questi o sono abbandonati, o mal tenuti. Un esempio emblematico è la villa comunale, che da tempo è stata abbandonata e mai più ripresa. Un altro esempio di come non si sappia valorizzare quello che si ha è il parchetto Canzolino di Villanova, che per quanto sia aperto al pubblico, è tenuto molto male e non è valorizzato. Un’altra cosa che si può notare è che le attrazioni che abbiamo non sono valorizzate come dovrebbero. Ne è un esempio lo scavo archeologico situato in piazzetta San Matteo che sta lì, fermo, senza che nessuno vi possa accedere o informarsi sulla storia che vi è dietro quel ritrovamento archeologico. Dal punto di vista dei giovani è anche vero che non ci sono degli spazi in cui potersi incontrare come, appunto, parchi, ville comunali o addirittura un centro giovani. Purtroppo non ci sono le strutture adatte. Un’altra cosa che risalta agli occhi quando si cammina per le vie di Nocera è il colore grigio che prevale quasi ovunque, e questa è una cosa molto triste. In conclusione, una soluzione ottimale per far fronte a queste lacune potrebbe essere quella di valorizzare quello che già si possiede, ed investire le proprie energie in queste piccole migliorie.”

Andrea Bartiromo, 22 anni, ha vissuto prima a Cava De Tirreni e poi si è trasferito qui.

“A Nocera manca un piano di gestione del traffico. I vigili non controllano nulla. E’ intasata a qualsiasi ora, non è possibile: sensi di marcia che cambiano di continuo, strade chiuse non segnalate, lavori in corso dappertutto e sempre tutti insieme. Poi mancano controlli. Fuori ai locali, ad esempio. Abbiamo i carabinieri a due passi dal centro ma ogni sera sotto ai portici qualcuno si picchia. Mi piace Nocera viva, piena di gente, musica drink ecc… Ma siamo capre sfortunatamente, e ci vuole il pastore.”

Raffaela Bellini, 35 anni

Sarebbe così corte il gentile Signor/a sindaco da voler fare da pastore a queste povere capre?

“A primo impatto direi: un piano traffico decente!”

Federica Calce, 26 anni

“Pulizia delle strade, parchi per passeggiare nel verde, migliore viabilità.”

Alessia, 26 anni

“Non c’è una ragione sola, non mi piace. E’ troppo spenta come città. Bisognerebbe fare tante cose. Offrire più spazi verdi, come parchi e giardini, organizzare più attività di gruppo, e qui (in Spagna) una cosa che ho notato è che ogni sera passano a pulire e la città è molto più pulita. E’ difficile non notare cose di cui le altre città dispongono e la tua no, quando sei fuori casa. ”

Cira Della Porta, 23 anni, studentessa del Vescovado, ora in Erasmus in Spagna.

“Meno zanzare. Sembra una sciocchezza, ma a causa dell’inquinamento, ci sono zone che ne sono davvero piene. E’ un disagio.”

Sabrina, 24 anni.

“Secondo me ciò che sostanzialmente manca sono le diverse opportunità di evoluzione giovanili. Ho avuto come l’impressione che tutti i ragazzi che cercassero una svolta fossero automaticamente spinti ad allontanarsi dal contesto estremamente tranquillo conforme alla città di Nocera. Attività, opportunità e stimoli sono quello che manca. Nocera è una città che non ti forma realmente come persona e, di fatto, la maggior parte delle esperienze che mi è capitato di ascoltare, sono state fatte non solo fuori da Nocera, ma addirittura fuori dall’Agro.”

Gaetano Del Sorbo, 23 anni, anche lui studente in erasmus in Spagna.

“A prescindere dal fatto di essere innamorato visceralmente di Nocera e di quel tacito modus pensandi che comodamente chiamo “Nocerinità”, è difficile pensare di andarsene ed in generale potrei non essere oggettivo nelle mie analisi (in maniera davvero coerente a chi è invaghito e guarda alle imperfezioni della propria bella sempre bonariamente).
Nocera ha problemi in termini di opportunità per sviluppare mobilità sostenibile, dagli spazi verdi dove poter camminare alle piste ciclabili (anche di breve percorrenza, giusto per avere una diversificazione dall’uso dell’automobile per arrivare in posti non vicinissimi).
La mancanza di punti per far aggregare i giovani ed un palinsesto di eventi culturali scarno che mostrano il totale disinteresse per la cultura locale o la memoria storica, sono una ferita sanguinante (assurdo, proprio per noi che di cultura e storia potremmo dire la nostra).
Infine il traffico è un punto davvero critico di Nocera, però penso che ci voglia un piano urbanistico comunale ben pensato e coraggioso, per risolvere questa criticità”

Giuseppe Ruotolo, 32 anni. C’è, come vede, Signor/a Sindaco/a, qualcuno che come Lei è innamorato di questa città.

“Risposta secca, lavoro e opportunità umane.

Penso sia quello che serve per non far andare via la gente

Opportunità umane = non sfruttamento”

Emanuele Califano, 23 anni.

“Personalmente, quello che manca a Nocera è l’ascolto delle esigenze di chi ha voglia di mettersi in gioco. È una città che, nel bene o nel male, pur avendo provato ad adattarsi a metodi diversi per ampliare le proprie vedute, riesce davvero poco ad offrire a chi ha fame di sperimentare. Sarebbe utile vivere la propria città con la consapevolezza che ciò che si desidera non lo si deve immaginare necessariamente così lontano da casa.”

Francesca Giglio, 22 anni.

“Nella mia città manca accettazione e sicurezza. Non mi sento al sicuro quando cammino per strada e nulla mi assicura di non essere pestata. Mi arrivano continuamente voci dietro, risate, sbeffeggiamenti, mentre l’unica cosa che vorrei fare è prendere un gelato con qualche amico in tranquillità.”

Adele Oliva, 19 anni. Adele non vive a Nocera Inferiore, ma la frequenta assiduamente. E’ una ragazza transgender che sta lanciando un grandissimo messaggio. Ora, fare orecchie da mercante, almeno a me personalmente, sembra impossibile. La sicurezza e la libertà individuale vengono prima di tutto.

“Inoltre c’è la totale assenza di intrattenimento, locali, qualcosa che non mi faccia spostare per divertirmi e lo stesso per vivere.”  Continua Adele, aspirante artista.

“Allora, parlando di servizi, a Nocera Inferiore, forse quello di cui si sente la mancanza è, in primis, di attività da svolgere; perché è capitato spesso, la sera, quando si esce, di non aver nulla da fare. Certo ci sono bar e negozi, ma manca ad esempio un Bowling, una sala giochi, una sala lettura o un caffè letterario, anche se da questo punto di vista c’è chi è attrezzato. Però, dal punto di vista del ragazzo che magari esce la sera, ti dico questo. Questo dal punto di vista ricreativo. Dal punto di vista lavorativo, non ho avuto la possibilità di svolgere un’attività a Nocera personalmente, non so quali siano le paghe e le condizioni, né se ci siano effettivamente ragazzi sfruttati, ma mi è capitato alle volte di sentire di ragazzi che magari venivano pagati poco in relazione alle ore di lavoro, però so che sono voci, non sono effettivamente verificabili da me, questo magari me lo puoi dire più tu.

(Non bisogna fare d’ogni erba un fascio, ma spesso una dura realtà).

Una cosa che proprio mi invoglierebbe ad andarmene è la qualità delle strutture sanitarie a Nocera. A me è capitato di andare in passato all’ospedale a Nocera, non m’hanno risolto nulla. Sono dovuto andare in un altro ospedale fuori. Per far sì che qualcuno resti si dovrebbe chiedere all’autorità un maggior investimento sulla sanità. Senza di quello uno va via, perché non può essere obbligato a girare il mondo per trovare delle cure affidabili.”

Anonimo

Tra le proposte più innovative, abbiamo questa di un’amica che preferisce restare anonima:

“Si potrebbe creare un applicazione che ti informi delle attività che si possano svolgere a Nocera. Effettivamente ci sono delle attività o delle organizzazioni, che però non sono pubblicizzare a dovere. Ovviamente prima ci dovrebbero essere più stimoli sia sociali che culturali.”

“Cosa manca nella tua città che non ti invogli a restare? E’ una domanda a cui devo rispondere, perché, proprio io, faccio parte delle persone che se ne vogliono andare. Non mi piace effettivamente Nocera e non vedo l’ora di andarmene. Allora, mancano innanzitutto gli spazi verdi. Quella è una cosa di cui ho sempre sentito la mancanza, fin da quando ero piccolo. E’ una cosa per cui ho sempre sofferto. E mancano, poi, le attività culturali, perché sì: il mondo dell’associazionismo è abbastanza attivo a Nocera Inferiore, però non abbiamo un polo culturale, come per esempio a Cava, c’è il Marte; non abbiamo uno spazio in cui si fanno congressi, fiere, mostre… Quindi uno come me, alla ricerca continua di mostre, di cultura e di spazi verdi, a Nocera si sente un po’ingabbiato dalle mura di cemento.”

Christian Liguori, 25 anni.

“Un’idea che ho sempre avuto, un po’ un’americanata, è quella di creare degli scuola bus, fino alle terza media almeno.Perché al mattino, per chi come me deve andare a lavoro in macchina, è una tragedia”

Debora Bellini, 35 anni.

“Secondo me a Nocera manca organizzazione, manca qualcuno che faccia rispettare le regole come si deve, ad esempio hanno messo varie Ztl, ma le telecamere non funzionano e la gente ne è consapevole e continua a procede con la macchina come se nulla fosse. Vorrei che ci fossero più controlli, perché io vorrei camminare per Nocera pure a mezzanotte o l’una con la bambina, stando tranquilla e non avere paura che a quell’ora non possa camminare da sola perché potrebbe esserci qualche deficiente che non ha nulla da fare e che potrebbe farci del male. E poi mancano datori di lavoro seri.”

Marika, 25 anni, ha più di una vita da difendere ora e chiede una città sicura in cui crescere sua figlia.

“Concordo con tutte le proposte che sono state fatte e mi ritrovo purtroppo in tutte le problematiche sopracitate. Mi ricordo una Nocera in cui la sera, in estate, si ballava tutti insieme, in più di una piazza. E non è stato il covid-19 a cancellare quei bei momenti che vivevo da piccola. Assicurare più attività sia a livello sociale che culturale non sarebbe solo uno sfogo o un hobby per i giovani di questa città, ma rappresenterebbe un punto di svolta per quello che è il perno di una società civile: l’educazione. Perché fra un ballo e l’altro, fra un karaoke e una lettura, fra uno scambio di chiacchiere o una partita a Basket, si potrebbe parlare di cultura, di integrazione, di diritti. Si potrebbe davvero scegliere di posare i cellulari e di informarsi su un po’ di cose. Ho assistito, (faccio un esempio banale) pochi giorni fa, ai festeggiamenti del cinquantesimo compleanno dell’Archeoclub Nuceria Alfaterna. Credo di aver visto un solo ragazzo della mia età. Paradossale, direi, in un luogo definito Centro di aggregazione giovanile. Eppure ogni giovane dovrebbe conoscere la storia e le bellezze della propria città (di cui l’archeoclub si occupa). Magari c’è chi se ne occupa, chi diffonde messaggi importanti, e per questo lo ringrazio. Ma per arrivare davvero al cuore dei ragazzi di questa città si potrebbe fare molto di più. Si potrebbe puntare su una partecipazione molto più attiva. A Partire dalle scuole, dalle chiese, dalle associazioni… Si potrebbero organizzare attività ricreative accessibili a tutti, dei centri artistici, musicali, o di scambi di idee. Per crescere e confrontarci. Insieme. E in questo modo, assicurare un futuro alla nostra città.

E poi, oltre a tutto quello che questi ragazzi hanno già detto, aggiungerei forse solo degli sportelli d’aiuto: psicologico, antiviolenza o di semplice informazione (ma questo è un discorso più lungo che riprenderò a favore, stavolta, di tutta la popolazione in un secondo momento).”

Anna Vicidomini, 25 anni.

Questi sono i pensieri di chi vive qui da diciotto, venti o trent’anni. Vorremmo che il futuro sindaco fosse così gentile da offrire ai giovani della sua città una o più buone ragioni per restare. Ripongo e riponiamo in Lei la nostra fiducia, affinché questi aspetti possano essere modificati e/o migliorati. Ne faccia tesoro, perché la fiducia, di questi tempi, si sa, non va sprecata.