Assenti giustificati solo La Mura (Sant’Egidio) e Lanzara (Castel San Giorgio). Gli altri sindaci dell’area vasta a nord di Salerno c’erano tutti: Strianese (S.Valentino ma anche presidente della Provincia), Canfora (Sarno), Zuottolo (San Marzano), Marchese (Siano), Pagano (Roccapiemonte), Servalli (Cava), Cuofano (Nocera Superiore), Ferraioli (Angri), Salvati (Scafati), Pentangelo (Corbara) e De Prisco (Pagani). 

Un lungo addio a Torquato che si appresta a lasciare la carica. Non nostalgico, anzi un incontro con tanti contenuti in attesa del cosa farà da grande il sindaco di Nocera ormai agli sgoccioli di mandato. Il cammino di Santiago è nei suoi piani assieme a godersi di più famiglia e cane, c’è la voglia di far il pensatore politico ma c’è anche l’auspicio dei suoi colleghi che in futuro, in altri ambiti politici e istituzionali, possa mettere a disposizione l’esperienza acquisita. In tanti ieri sera hanno sottolineato quel che ha fatto di buono per Nocera ma anche la sua voglia di andare oltre, creando il Comitato dei Sindaci dell’Area Vasta, realtà nata sulla scorta dei problemi pandemici ma che strada facendo si è rivelato un utile strumento di condivisione in materia di sanità, ambiente, personale dei comuni e Pnrr. Ogni intervento di saluto ha sottolineato la grandezza del politico ma anche l’onestà dell’uomo (nemmeno il carattere particolare ha ridimensionato tali qualità). Canfora ha fatto anche condizioni interessanti: un sindaco non dovrebbe essere limitato nei mandati, decide la gente se tenerselo o mandarlo a casa. De Prisco ha ricordato gli anni ormai lontani del Fronte della Gioventù. Un pò tutti hanno sottolineato che fare il sindaco è da folli, oppure da visionari che amano la propria città e che per tale motivo si assumono responsabilità e compiti che vanno dai massimi sistemi alle caditoie.





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