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Le evoluzioni elettorali prossime consentono ormai di tracciare un primo giudizio. Me ne arrogo il diritto senza presunzione, ma con l’umiltà di chi è passato per 3 elezioni vinte (5 se si considerano le due da consigliere comunale) e 10 anni da sindaco (20 se con i due mandati da consigliere). Ovviamente è il mio giudizio, che non ha carattere di indiscutibilita’. Quello che si sta sviluppandosi in un sedicente #centro non mi piace.
Giochi, contro giochi, alleanze, sottoalleanze, fughe in avanti e marce indietro (non ci metto dentro le velleitarie sbandate di qualcuno, perché non è una categoria politica). E se a sinistra e a destra han sbagliato qualcosa (a sinistra l’ostinazione preventiva su un nome, a destra l’ammucchiata indifferenziata con un ex sindaco di centrosinistra), vale il proverbio che due asini non fanno un cavallo cioè che due errori non fanno una cosa giusta.
Ebbene, al netto di un nome di prestigio come quello di Giovanni D’Alessandro e del tentativo di emanciparsi dai diktat salernitani, resta una proposta tardiva (a 60 giorni dal voto), geograficamente sbagliata (il prof. D’Alessandro vive a Roma da circa 20 anni), sponsorizzata male: tanto da far nascere il sospetto che più che costruire voglia rompere.
E che più che ad amministrare si stia pensando a giocare con alleanze e tatticismi (a proposito, suggerisco ai suoi sponsor di spiegare bene la differenza tra rinnovamento e discontinuità, magari potrebbe farlo qualche assessore che gli gira intorno e che ha condiviso tutte le scelte di questi 10 o 5 anni di amministrazione). E questo la città non lo merita. Che si “giochi” a fare la politica, non lo merita. Il governo di una comunità non è un gioco. Governare questa comunità ha meritato, in questi lunghi 10 anni, ogni giorno del nostro sacrificio e del nostro impegno, dai bilanci alla pianificazione, al personale, alle fogne, ai rifiuti.E non è consentito andare a raccontare ai 4 angoli della città che non si avrà poi il tempo di esser sempre a Nocera, perché gli impegni trattengono a Roma: perché delle due l’una, o è incoscienza o irresponsabilità.
#Linearità.Ad oggi, piacciono o meno, due sono le proposte politiche ed amministrative di cui, da cittadino mi fiderei, perché piacciano o meno, ripeto, hanno un senso: quella del candidato De Maio, che sebbene in parte sotto ipoteca PD, è pur tuttavia espressione di un decennio di governo. O della Lanzetta, che pure agli anni iniziali di questo governo ha preso parte, ma che ha costruito poi una costante ed esperta azione alternativa.
Il resto, consentitemi, è confusione. Rispettabile nei nomi e nelle storie, contraddittoria e inattendibile nelle proposte. Non c’è alternativa altra ? Non dico non ci sia, ma non appare certo quella riassumibile da un sindaco part-time la cui coalizione si mette faticosamente in piedi più per dividere e giocare che per unire e costruire.
Se proprio vogliono pensare ad una terza via, credibile ed identitaria, che metta in conto anche una sconfitta ma con una logica che non sia una tardiva distante proposta, allora guardi a chi Nocera la conosce la vive la soffre (e la ama). Cerchino. Magari potrebbero anche trovarla.
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