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Cari cittadini, come volontari dell’associazione Controcorrente combattiamo da anni per la salvaguardia della nostra terra e la salute dei suoi abitanti e oggi abbiamo necessità di condividere un messaggio con voi. Fin dall’inizio del nostro percorso, ci è stato subito chiaro quanto il problema del Sarno fosse sottaciuto dalle istituzioni campane. Così, attraverso campagne di sensibilizzazione, manifestazioni, eventi, progetti, portati avanti con le nostre sole forze o in concerto con altre realtà del territorio, abbiamo tentato di riportare le problematiche ambientali legate al fiume al centro del dibattito politico.

Dagli uffici degli assessori comunali, ai banchi del parlamento, fino a Strasburgo, per riportare all’Europa intera la testimonianza di una ferita che continua a scorrere aperta ed esposta. Con soddisfazione abbiamo osservato come l’interesse attorno a questo vero e proprio disastro ambientale sia cresciuto e quanto la questione del Sarno sia tornata ad occupare un posto importante nell’agenda dell’amministrazione del territorio.
Istituzioni quali la Regione Campania, pressoché silente per decenni, sono tornate ad intervenire in merito e di questo, non possiamo che essere soddisfatti.

Nonostante ciò, riteniamo che oggi sia giunto il momento di tirare una linea di demarcazione netta tra quelli che sono gli interventi programmati, le fake news e i proclami da campagna elettorale perenne.
E proprio all’accrescere dell’attenzione, è corrisposto inevitabilmente l’interesse di molti a fare disinformazione, perché i fini economici legati al problema sono tanti. Il nostro ruolo, da associazione apartitica e dunque libera da ogni interesse di sorta, è quello di riportare ai cittadini la realtà dei fatti, perché solo partendo dalla verità si possono indicare soluzioni credibili. Negli ultimi giorni abbiamo letto proclami da parte di Regione Campania, nella figura del suo presidente, dell’Ente Idrico Campano e della GORI. Senza nascondere un certo trionfalismo, Vincenzo De Luca ha annunciato la soluzione del problema Sarno entro il 2025. Non possiamo permetterci di essere presi in giro un giorno di più.

Certamente, la costruzione di collettori fognari è un primo fondamentale passo che divincola la nostra e tante altre città da un sistema tanto nocivo quanto imbarazzante di malagestione dei servizi di depurazione e scarico. Non possiamo però consentire che un atto DOVUTO come questo possa essere venduto a quasi un milione di persone che vive sul bacino idrografico del Sarno come conclusivo del disinquinamento del fiume stesso. Vorremmo ricordare alle istituzioni che ad oggi le acque del Sarno hanno ancora concentrazioni altissime di cromo e altri metalli pesanti che certamente non provengono dalle nostre case, ma dall’attività intensiva delle industrie e dall’inadeguatezza dei sistemi di depurazione chimica. Continueremo a seguire con attenzione la realizzazione di queste importanti opere e sostenerle, ma non siamo più disposti ad accettare una narrazione univoca e quindi parziale dei fatti. Parole vuote, come quelle pronunciate dal nostro governatore, che confermano ancora una volta la mancanza di una volontà politica precisa ed il rifiuto verso un piano di azione sistemico per contrastare all’origine gli illeciti dei grandi poli industriali e delle attività che sversano.

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