Non è il candidato a sindaco più giovane. Nemmeno il più anziano. E’ l’unico che ha già fatto il sindaco, dopo Di Vito e prima di Torquato. Antonio Romano vuole un nuovo modello di città, è lo slogan della campagna elettorale. L’ha spiegato stamattina alla Sala Polifunzionale della Galleria Maiorino. Tante provenienze politiche originarie, da destra a sinistra, raccolte in 4 liste e tenute assieme proprio da lui, tra civismo delineato e politica resa civica. 67 anni portati alla grande, eloquio sempre di ottimo livello. Ad ascoltarlo compagni di viaggio nuovi, vecchi o ritrovati, pronti a candidarsi o a ispirare candidature o semplicemente grandi elettori: Pasquale D’Acunzi, Antonio Stile, Enzo Stile, Gianfranco Trotta, Alberigo Gambino, Antonio Iannone, Luigi Civolani, Salvatore Soriente, Giancarlo Giordano, Emilio Gambardella, Ciro D’Alessio, Massimo D’Onofrio, Rosario Cozzolino, Edmondo Cirielli, Prisco Palumbo, Italo Canzolino, Patric Miranda, Antonio Iannello, Gianfranco Trotta, Alessio Colella, gli Angrisani e i D’Alessandro, Franco D’Angelo, Gaetano Orsini, Enrico Esposito Raffaele Gustato, Lucia Bove e altri ancora (scusate le omissioni). 

Romano, pur senza aver simboli riconducibili ai partiti, non si è sottratto alle famiglie politiche: “Parecchi di noi hanno una storia politica alle spalle, non è un male, anzi magari sarà una risorsa in più in esperienza e proposte. La mia posizione personale la conoscete, da un decennio almeno non mi riconosco nel Pd e nel deluchismo. Vogliamo una Nocera diversa rispetto a quella degli ultimi anni, una Nocera capace di ricominciare a crescere e di guardare al futuro con un programmazione tendente alla ripartenza, allo sviluppo, al centro e nelle periferie, privilegiando la qualità della vita, dei servizi offerti, della sostenibilità di fondo di un progetto in grado di attrarre ogni possibile investimento. Mi ripeto, quando dicono che ho lasciato una città indebitata non ci sto e chiarisco il concetto, abbiamo dato a questa città un volto diverso, si è arricchita la città, con opere e complessi immobiliari dal valore altissimo, non chi la governava. La Gori ? Non l’ho portata io, ci sono gli atti che parlano. Arrivammo fino al Consiglio di Stato, oltre non potevamo”. Al momento quattro liste ma con speranze di aumentare il numero nelle prossime, fondamentali, settimane. Ha parlato di ospedale, Montevescovado e di nuova viabilità utilizzando la zona binario morto per collegare la strada alle spalle del Tribunale con la zona campo sportivo e oltre. Significativo questo passaggio dell’ex sindaco: “Qualche segnale emerso negli ultimi giorni non mi è piaciuto, fa temere una campagna tutta particolare. Non esiterò a denunciare alle autorità competenti gesti che non corrispondono alla lealtà e soprattutto alla legalità”.