Sei liste pronte, la possibilità di crearne una settimana, persino la possibilità di “costruire” tatticamente le liste, avendo le stesse tutte simbolo civico. Tonia Lanzetta procede spedita verso la pole position per la candidatura a sindaco.

Arrivate adesioni che hanno meravigliata la stessa superata e che hanno superato qualsiasi steccato ideologico: parecchia porzione di Sinistra non ha esitato a dirle di sì pur conoscendo la sua storia politica, cioè la provenienza da destra. Un segnale, che desta ulteriore preoccupazione nei competitor. Si parla di un incontro Cirielli-Romano dato per imminente dopo i primi appuntamenti con altri delle scorse settimane: Romano vuol essere un grande elettore ma non è disposto alla candidatura e quindi c’è da chiedersi su chi convergerebbe eventualmente l’asse bis tra l’onorevole e l’ex sindaco. In casa Pd l’attesa diventa piccolo calvario per il candidato in pectore De Maio, fonte di speranza per De Nicola e chance di manovra ulteriore per la Fortino. Coraggiosi e autoctoni al momento gareggiano in para-comunicati e para-post di solidarietà a chiunque e a qualunque causa: sembrano pronti a tutto per scacciare il fantasma del niente che hanno oggi tra le mani. Torquato ? Osserva, incontra, delinea. Lo scenario attuale non gli piace, sembra togliergli qualsiasi spazio serio di manovra per poter incidere sulla scelta degli elettori del suo successore. Allora arrivano gli annunci: finanziamenti scontati, altri presumibili. Annunci accompagnati da encomi solenni sparsi: il nervosismo serpeggia, si intuisce proprio da questo.

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