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D’arte, non degeneriamo, per carità. Papà che non si vogliono o non possono più gettare nella mischia? Ecco pronti figli e figlie d’arte. Secondo le indiscrezioni degli ultimi giorni, saranno in parecchi a candidarsi, soprattutto in un paio di coalizioni. Gente, magari, che non si è mai interessata non alla politica – sarebbe pretendere troppo – ma nemmeno all’amministrare una città (piuttosto complessa). Aspettiamo il procedere delle settimane per arrivare a fornirvi un preciso elenco in materia. Ovviamente non è reato presentare alle elezioni il figlio al posto del padre, ci mancherebbe. Ma è una palese distorsione etica far competere giovanotti e giovanotte semplicemente in possesso di una dote di voti ereditata dal genitore. Controproducente per la linea verde ma in generale per la città, che potrebbe eleggere un manipoli di dilettanti allo sbaraglio. Fate dunque attenzione alle liste, ai nomi e soprattutto ai cognomi. Votate senza farvi condizionare dalle appartenenze familiari, altrimenti tutto sto “cambiamento” che viene tirato in ballo in spot e discorsi di primo conio diventa velleità assoluta. Ci sono due cose durature che possiamo lasciare in eredità ai nostri figli: le radici e le ali: dei voti non se ne parla nelle pillole di saggezza. 

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