“Leggo solo adesso un certo post, autorevolmente pensato e proposto ai cittadini di Nocera Inferiore. Lo ha scritto il Signor Sindaco, che vuole fare “chiarezza” e “tracciare un primo giudizio” sulle evoluzioni elettorali in corso. Forse talune reminiscenze dell’etimo del sostantivo “chiarezza”, dal latino “clamare”, chiamare (reminiscenze, naturalmente, della frequentazione del glorioso liceo classico “G.B. Vico”, di cui io, si parva licet, qualche anno fa ho ricevuto il premio come uno dei migliori ex alunni), lo hanno indotto a proporre delle indicazioni di voto per il sèguito dell’attuale Amministrazione”, lo scrive uno dei candidati a sindaco di Nocera Inferiore Giovanni d’Alessandro. “Sennonché – aggiunge – la “chiarezza” ha anche a che fare con il “vero”, con la “verità”, che notoriamente è adaequatio rei et intellectus – come insegna San Tommaso – ovvero corrispondenza tra realtà e pensiero, ragion per cui non dire il vero non è fare chiarezza. Un avvocato penalista sa bene che non dire tutto il vero è come dire il falso, omettere è anche mentire. Lungi da me polemizzare, ma sono rimasto sorpreso che in un post di 526 parole ben 306 – se non m’inganno – siano state dedicate alla mia persona e al progetto politico-amministrativo “nuovo” che ho promosso per il futuro di Nocera. E in tutte queste parole, dove si dice che “il prof. D’Alessandro vive a Roma da circa 20 anni” (per l’esattezza sono 23, dal 1999, dopo la mia esperienza nel Partito popolare italiano, a Roma, dove potrei dire di aver fatto “fortuna” considerati i miei traguardi professionali) e che Nocera “non merita” che si giochi con “un sindaco part-time”, non si aggiunge che il 7 maggio 2020 alle ore 12.20 (come il Signor Sindaco potrà verificare dai messaggi di WhatsApp) sono stato gentilmente invitato a recarmi nella Casa comunale per un aperitivo. Proprio in quell’occasione mi fu chiesto se fossi interessato a fare il Sindaco di Nocera: beh, io risposi che vivevo a Roma, che certo ho sempre mantenuto i mei legami con Nocera e sono sempre tornato ben volentieri dai miei familiari e amici, ma vivevo a Roma e forse non era opportuno. Mi fu risposto che avrei potuto essere una risorsa per la nostra Città, per il mio curriculum e perché sono una persona perbene, di buona famiglia insomma. Adesso, che a 10 mesi di distanza, ho deciso con tanti amici di mettere su un progetto di rinnovamento per ridestare l’orgoglio di essere Nocerini, sono diventato il “giocatore”, il candidato a “sindaco part-time”. Ormai gli studi neuroscientifici hanno ben chiarito che i processi che formano la memoria soffrono di diversi bug, quindi è plausibile che certe cose si rimuovano dalla mente. Ma, per fare “chiarezza” ci vuole anche “coerenza” con la realtà. Allora si dica: avevo pensato al prof. D’Alessandro come candidato a Sindaco di Nocera dopo di me, ma poi ci ho ripensato e adesso dico che non va più bene. Questo post è anche troppo lungo. Il resto lo aggiungerò a tempo debito. Una minima risposta, però, era dovuta, giusto per restituire alle parole il loro significato. Se si vuole essere chiari, allora si racconti la verità. Tutta la verità. Con questo chiudo questa lunga e penosa parentesi. La politica, per me, si basa sull’educazione, e non andrò oltre in eventuali volgari alterchi tra chi dice e chi contesta. Va bene così. Che i concittadini di Nocera sappiano almeno la verità, senza manipolazioni. Mi siano perdonate queste 595 parole. Non voleva essere una gara tra chi scriveva più parole, ma solo necessità di completa “chiarezza”. E, come sa bene chi parla con me in questi giorni, se sarò il nuovo Sindaco di Nocera tornerò a vivere nella mia Città, lasciando Roma”