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Ieri, sabato 28 maggio 2022, nell’aula magna della curia di Nocera Inferiore, Giovanni Grasso, consigliere per la stampa e la comunicazione e direttore dell’ufficio stampa repubblicano, ha ricevuto il premio Euanghelion per “la brillante carriera professionale, per la capacità di coniugare scrittura istituzionale e scrittura di testi e romanzi che incrociano storia e invenzione, dando la possibilità al lettore di ripercorrere importanti vicende storiche”.

L’angelo della buona  notizia, consegnato al giornalista dal vescovo dalla diocesi di Nocera Inferiore- Sarno, Giuseppe Giudice, è stato disegnato dall’artista sarnese Carmela Milone, scomparsa prematuramente il 20 gennaio del 2020, e realizzato dal coniuge Salvatore Squillante, scultore presente in sala al momento della premiazione.

“Ascoltare con l’orecchio del cuore”: l’argomento riprende il titolo del messaggio di Papa Francesco per la cinquantaseiesima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Nonostante il poco tempo a disposizione a causa degli impegni lavorativi, Giovanni Grasso è riuscito a regalarci un po’ del suo tempo, per rispondere ad alcune domande.

Come si sente ad aver ricevuto questo prestigioso premio, se lo sarebbe aspettato?

Lo sapevo da qualche tempo, perché era un po’ quel che cercavamo di organizzare. Col lavoro al Quirinale non è stato facile, però mi ha fatto molto piacere. Mi ha fatto soprattutto piacere venire qui e conoscere la realtà molto
bella di Nocera Inferiore. Le persone mi hanno accolto con grande calore, quindi più che la notizia dell’assegnazione del premio, è stato bello proprio venire e riceverlo.

Voglio chiederle ora qualcosa che riguardi i due punti principali di questo incontro: la comunicazione e l’ascolto. La prima domanda, sorge spontanea, ed è come si fa realmente ad ascoltare con l’orecchio del cuore, citando il Papa.

La comunicazione è un processo binario, in cui qualcuno comunica qualche cosa. Ma se, come diceva il famoso schema di Jakobson, non sono in comune i codici, se il linguaggio è diverso, la comunicazione è destinata a non
funzionare. Quindi è chiaro che per comunicare bisogna conoscere l’altra persona, il suo ambiente, le parole che usa, il linguaggio che usa… Perché altrimenti diventa comunicazione a senso unico. In questo senso l’ascolto è
fondamentale. Ascoltare vuol dire capire le esigenze dell’altro. E quindi la comunicazione si deve adattare al corrispettivo pubblico. Faccio un esempio banalissimo: uno stesso messaggio scritto in un libro per bambini delle
elementari, o in un testo universitario, cambierebbe il proprio linguaggio, ma non il proprio contenuto. La comunicazione è un processo VIVO, che va continuamente adattato.

In un’epoca di insicurezze e talvolta addirittura di censure, è più facile comunicare o non farlo affatto?

Sono problematiche anche legate alla psicologia della singola persona. Noi stiamo parlando ovviamente di comunicazione rivolta a più persone, non di comunicazione interpersonale. Adesso ci sono questi strumenti, i social, che danno l’illusione che ciascuno possa comunicare tutto. In realtà lo si può fare. La censura, nel nostro paese non c’è. Io posso scrivere quello che voglio, poi magari il mio profilo ha 3 followers ecc… Però ognuno è libero di scriverequello che vuole. E’ anche vero che dobbiamo stare un po’ attenti perché talvolta questa libertà viene fraintesa. Ci sono persone che hanno milioni di followers, ma che sono spinte a scrivere determinate cose da motivazioni economiche e questo secondo me andrebbe sempre comunicato al pubblico, soprattutto se vasto.
Però è più facile in questo modo anche per i giovani mettersi in gioco.

Richiamati all’ordine dal vescovo Giudice, ci rendiamo conto che il tempo stringe e porgo allora a Grasso l’ultima, attesa domanda: quella riguardante il periodo lavorativo accanto al Presidente della Repubblica. È’ stato difficile, in particolare, l’ultimo periodo di pandemia ?

Sono stati in generale, anni faticosi. Abbiamo avuto dei problemi all’inizio che abbiamo già dimenticato, per fortuna. Abbiamo cominciato il settennato con il terrorismo islamico, che ha fatto tante vittime italiane. Abbiamo avuto terremoti, c’è stato il disastro del ponte di Genova… Poi sicuramente la pandemia è stato un momento molto difficile e credo che il Presidente, aldilà delle opinioni, legittime e personali, abbia lavorato sodo per il suo Paese.

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