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Quando arrivai a Nocera Superiore avevo soltanto 8 anni. Via Vincenzo Russo mi sembrava un’autostrada a confronto di quelle in cui ero cresciuta nel Vallo di Diano. Presto però la cosa che iniziò a fare paura era il non poter uscire al di fuori del giardino di casa perché “era pericoloso”.
A scuola si andava accompagnate. Pochi volevano socializzare con “la figlia del guardio”, meno pregiudizi per le mie sorelle all’asilo, ma comunque difficilmente veniva qualcuno a giocare a casa. Poi un giorno papà cambiò il posto abituale della sua auto. Ero troppo piccola per capire. Fino a quando però fu allertato per l’incendio appiccato cospargendo il contenuto di una tanica di benzina. L’auto a lungo rimase bicolore … ma almeno non andó perduta come quella dell’altro collega di papà, di cui non rimase nulla.Indispensabile fu la collaborazione delle persone nelle indagini per risalire ai colpevoli e contribuire, passo dopo passo, a ristabilire un presidio di legalità in città, libertà, vivibilità. Oggi, il risveglio con l’ennesima notizia di attentati a Nocera Inferiore. Sono molto preoccupata, ma la rabbia e la paura devono alimentare una sola cosa: la forza di reagire.
Aiutiamo le forze dell’ordine, Aiutiamo Nocera.
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