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Antonio Pecoraro è entusiasta: “Di solito, soprattutto dalle nostre parti, le associazioni hanno vita fin troppo bene. Noi dell’Archeoclub, invece, siamo una gran bella eccezione. Tra qualche settimana, festeggeremo i 50 anni di vita”. Il prof dice “noi” e si guarda bene dal dire “io”. Però è a lui in particolare che si deve l’idea di base. Correva l’anno 1972.

Pecoraro spiega: “Tutto nacque  con lo scopo di far conoscere, tutelare e valorizzare i beni culturali e ambientali, in particolare dell’Agro Nocerino Sarnese e nello specifico di Nuceria Alfaterna, città dalla storia che a molti, in quel tempo, era sconosciuta. La voglia di fondo era proprio quella. Dimostrare che Nuceria Alfaterna era autonoma, ampiamente autonoma da Salerno, una città nuova, come recita il nome originale Nuceria Alfaterna (in osco Nuvkrinum, in greco Νουκρία talvolta Νουκερία),  città sorta nel VI secolo a.C. sul luogo degli attuali comuni di Nocera Inferiore e Nocera Superiore, città era considerata una delle più grandi città della Campania antica. È stata città osca, etrusca, sannita e romana.”

50 anni, diverse generazioni, ragazzi cresciuti e in qualche caso diventati nonni oltre che padri. L’intuizione di Monumenti a Porte Aperte, i siti archeologici resi visitabili e fatti conoscere in larga scala, gli scavi di Piazza del Corso, il lavoro per dare lustro a quel che fece Fresa, l’alzare continuamente la voce per arrivare a riconoscimenti che ancora oggi mancano, ad esempio la nascita di una sovraintendenza speciale. Ancora Pecoraro: “Non possiamo dipendere da Salerno e Avellino, non possiamo aspettare che si muovano funzionari alieni o quasi alla nostra storia e alla nostra terra. I 50 anni di vita per noi rappresentano uno stimolo a continuare nelle nostre battaglie per una Nocera di nuovo unita ed in grado di avere le risorse necessarie per mettere mano a nuovi scavi con lo scopo di far emergere o riemergere bellezze ancora nascoste ma di presenza certa”.

 

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