Sedia per la neurostimolazione, in arrivo per la seconda metà di ottobre ed inaugurazione prevista per dicembre. E’ la promessa strappata dalla Commissione Sanità a Vincenzo Tramontano, il direttore sanitario distretto sanitario 60. La richiesta di convocazione era arrivata dalla consigliera d’opposizione Lanzetta, che aveva portato all’attenzione della Commissione la paradossale situazione venutasi a creare al distretto sanitario di via Giordano:  l’apparecchio per la neurostimolazione acquistato a febbraio, tenuto in sede e mai messo realmente a disposizione dell’utenza per mancanza dell’ultimo passaggio, insomma un importante macchinario per i disturbi cognitivi fermo al palo, con l’utenza costretta a spostarsi altrove per usufruire di un servizio del genere. Da alcuni decenni è noto che interventi di stimolazione cognitiva nell’anziano normale sono in grado di produrre effetti positivi anche a lungo nel tempo dopo l’intervento specifico. Più recente è invece l’evidenza che anche nelle persone affette da malattia di Alzheimer, per antonomasia il “nemico” delle nostre memorie, interventi di riabilitazione cognitiva hanno un ruolo terapeutico benefico.La stimolazione magnetica transcranica (TMS) è basata sul principio dell’induzione elettromagnetica che permette di stimolare o inibire l’attività neuronale di specifiche aree cerebrali. Un impulso elettrico genera un campo magnetico che penetra attraverso il cranio ed induce lo stimolo nel tessuto nervoso che modula l’attività dei neuroni.