Scusaci Ninì se rubiamo poche righe alla retorica. Ma un omaggio sentito te lo merito. Sei stato per decenni il simbolo del partito socialista a Nocera e nell’Agro, molto prima dell’arrembaggio di Conte ma anche durante e dopo. Michele Sellitti, per gli amici Ninì, medico prestato alla politica, anni 86 compiuti in primavera, da tempo alle prese con qualche fatale acciacco. Portiere da giovane, di una Nocerina di ragazzi veraci: c’erano con lui De Maio (papà dell’attuale sindaco), Fresa, Lepre, Bergaminelli e Cattedra. Poi il lavoro e quindi la passione politica, che ti portò in Senato: non solo coi voti socialisti, la stima a sinistra era generale e la gente, al di là delle bandiere, apprezzava la tua disponibilità verso chi aveva bisogno. 

Venisti eletto al Senato nel 1983 e poi nuovamente nel 1992. Dall’aprile 1993 sino al termine della Legislatura, partecipasti al Governo Ciampi,  come Sottosegretario ai Trasporti. Nel 1994 confermasti il seggio a Palazzo Madama, venendo eletto coi Progressisti nel collegio uninominale di Nocera Inferiore, sempre in quota ai socialisti. Dopo la crisi del PSI, aderisti alla Federazione Laburisti. Il tuo ultimo discorso al Senato fu una dichiarazione di voto per la fiducia a un governo. Tocco a te. i socialisti erano spariti ma tu eri rimasto e le parole di quel discorso erano interrotte dall’emozione. Nicola Padovano qualche anno fa ti riportò al campo, a veder nascere la Nuova Nocerina, anche in quel caso sorridevi con l’entusiasmo di un bambino. L’ultimo incrocio personale oltre un anno fa, forse di più e una risposta al saluto: “A volte ho fatto del bene, ma mi sono sempre premurato di non fare del male”. Scorreranno fiumi di parole in queste ore. Sarebbe bello che Nocera cominciasse a ricordarti  con il lutto cittadino nell’ora dell’ultimo saluto, che avverrà domani, mercoledì 3 agosto, a Santa Maria al Presepe, alle 17,00. In mattinata, camera ardente allestita nell’aula consiliare di Palazzo di Città.