Nel 1945, vistà l’inagibiltà di Piazza d’Armi, fu ricavato nella zona di Liporta il cosiddetto Campo Forino (così chiamato perché ricavato all’interno dell’area della industria conserviera “Forino” non più esistente), per permettere alla Nocerina di disputare il campionato di Serie C 1945-1946. Quell’anno, lo stesso impianto ospitò anche le gare della Paganese (data la soppressione in epoca fascista del campo Del Pino, sito in Pagani) e della Liportese. In quel campo, nel 1945, fu disputata un’amichevole tra i molossi e la Fiorentina di Ferruccio Valcareggi.

Tanto per dare un’idea che il calcio della zona di Liporta affonda le radici nella storia più complessa e grande del calcio nocerino. Su quelle radici nacque successivamente la Liportese, affermatasi come una  delle maggiori realtà calcistiche della città, nei campionari minori e in quelli giovanili. Ha avuto il suo apice nel periodo anni ’60-anni ’90 del secolo scorso. E la Liportese, per decenni, è stata la seconda famiglia di Salvatore Bove, mitico “Buttiglione”, scomparso in queste ore. La tattica di quando pretendeva di insegnare calcio ? Il padre di Oronzo Canà trapiantato qui,  Trasferte vicine mitiche, a volte risolte con le mani, a volte con arrivi oltre il tempo limite e il foglietto volante con la formazione studiata e cambiata secondo l’umore del momento. “Buttiglione”, quando ogni giovedì andava a prendere al Comitato il Comunicato, subito andava a scartabellare le giornate di squalifica prese da qualche suo allievo oltre le rigje…  Ma era un calcio verace, “Buttiglione” (varie leggende popolari sul soprannome, dai film col Colonnello e al maxi-contenitore di sostanze liquide) era allenatore a volte, presidente-segretario-direttore-factotum-assistente di parte altre. Ha avuto per allenatori Taiano, Pellecchia  e il “Cardlillo” Cuomo. Per calciatori gente ora affermata in altri campi, da Villa all’amico Pisciotta. Ha tentato di distogliere tanti ragazzi dalla cattiva strada, con qualcuno purtroppo non è riuscito nell’impresa. Ora che si parla di algoritmi e altre diavolerie del genere, fa senso provare a ricordare la Liportese di Buttiglione, con la tattica del cuore e il colore dello scherzo facile (li faceva e li subiva), con un tempo calcistico che mai più tornerà.