La sentenza è stata già depositata, domani sarà leggibile nel contenuto, ovvero negli argomenti che hanno convinto il giudice monocratico ad assolvere 14 persone che dovevano rispondere di turbativa elettorale, come stabilisce una legge del 1957 che prevede la reclusione da 1 a 3 anni. La scorsa settimana il processo cominciò con l’ascolto dei testimoni, ovvero le forze dell’ordine operative quel giorno, il  18 maggio 2015. De Luca, in campagna elettorale per la prima elezione a governatore, fu vivacemente contestato all’arrivo al Teatro Diana. Cori e  striscioni con la scritta: “Luci d’arrivista. I voti dei cafoni adesso sono buoni”. De Luca riuscì ad entrare ma non a parlare, all’esterno del Diana c’erano in azione tanti fischietti che ne coprirono il tentativo d’iniziare il comizio. La Digos identificò 25 persone, successivamente furono denunciati in 14.

A distanza di 5 anni, arriva l’assoluzione perchè il fatto non sussiste. Parla uno dei legali, l’avvocato Guglielmo Guarracino (nella foto): “Bisognerà leggere la sentenza per individuare il motivo esatto che ha indotto il giudice a pronunciare l’assoluzione. La linea difensiva seguita da me e dagli altri colleghi è stata chiara, dal dibattimento non sono emerse responsabilità dei nostri clienti, nemmeno dalle immagini visionate, sia da quelle del Diana sia da quelle delle forze dell’ordine. Il nostro è stato un buon lavoro di squadra. La difesa si è incentrata sul fare emergere l’insussistenza degli elementi costitutivi del reato contestato. Non è emersa la prova che ad interrompere l’intervento di De Luca fossero stati gli imputati”. Gli altri avvocati difensori erano Sorrento, Vicidomini, De Martino, De Nicola, Trotta e Feccia.