Stamattina, nella sala convegni della Biblioteca Umanistica dell’Università degli Studi di Salerno, dopo i saluti introduttivi della direttrice, Maria Rosaria Califano, e della prof.ssa Rosa Giulio (Dipartimento di Studi Umanistici), Raimondo Di Maio e Alessio Forgione, coordinati da Giorgio Sica, hanno ripercorso la figura e il mondo “iperreale” di Domenico Rea e degli scrittori della sua generazione, a partire dal romanzo “Ninfa plebea”. A seguire, Francesco Coda e Andrea Manzi, coordinati da Vincenzo Salerno, hanno evidenziato le profonde affinità culturali tra Rea e Francesco Forte, un “visionario del Sud” ignorato dai palazzi e dai teatri della politica, ma parte fondativa della storia culturale del nostro Mezzogiorno per la sua attività di autore, editore, regista e sperimentatore teatrale. Numerosi e attenti gli studenti presenti all’incontro, seguito anche da Lucia Rea, figlia dello scrittore, Sebastiano Martelli e Alberto Granese. Al termine dell’appuntamento, Vincenzo Salerno ha  consegnato a Maria Rosaria Califano, del Centro Bibliotecario d’ateneo, dieci lettere inedite di Don Mimì Rea