De Luca esagera ogni giorno e ogni intervento di più, calcando troppo i toni, le parole sono importanti e quando lui parla di stato di guerra sembra il dittatore dello stato libero di Italietta o Campanietta. Così’ non va: probabilmente la sanità campana va ricommissariata vista l’impotenza mostrata nei mesi tra un’ondata e l’altra, probabilmente va rivisto l’intero piano mobilità-trasporti considerato il disagio attuale, probabilmente la scuola nostrana tra edilizia e spazi va ripensata. Nascondere tutti questi problemi con il comizio che spazia tra drammatico e comico, non serve più. Niente stato di guerra, noi preferiamo lo Stato di responsabilità in questo delicatissimo momento epidemico, sociale ed economico. Partendo appunto dalla Stato, centrale e nelle sue articolazioni periferiche. Ovviamente, per evitare di arrivare ad un drammatico stato di Necessità, l’appello alla responsabilità va esteso a noi tutti, ai comportamenti dei singoli cittadini, al senso di appartenenza ad una gigantesca comunità che si chiama Italia.