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L’Italia del pallone vince solo quando ha tutti e tutto contro: stampa e tifosi nel 1982, Calciopoli nel 2006, la vicenda Covid per gli ultimi Europei. Nella normalità di una qualificazione ai mondiali, si smarrisce, spreca e poi scoppia il dramma. La sconfitta con la Macedonia del Nord come una nuova Corea ? Di certo significa che per la seconda volta di fila – non era mai successo – l’Italia del Pallone non parteciperà ai Mondiali. E ora ? E’ tempo di ricostruire, non con Mancini, non inseguiamolo nelle sue scelte. Cambiamo tutto: ripartiamo ad esempio da De Zerbi, tornato in Italia causa vicende di guerre, e facciamolo lavorare con calma e in prospettiva, una svolta epocale, come fu la scelta di Bernardini nel 1974: De Zerbi ha già mostrato cose notevoli col Sassuolo, tra bel gioco e lancio di italiani, evitiamo scelte romantiche, tipo Cannavaro, senza retroterra da mister. Ovviamente tutti concordiamo chi bisognerà lavorare su un gruppo giovane. E qui nascono i problemi: sono pochi i giovani che recitano da titolari o protagonisti in A, a loro si aggiunge un plotoncino che gioca all’estero. Nicolato, il ct dell’Under 21, proprio due giorni fa, ha sottolineato il problema: tra poco per attingere giovani per la sua Nazionale dovrà guardare alle naturalizzazioni o alla C. Allora Figc e club di massima serie trovino davvero un’intesa, in ballo ci sono prestigio e onore ma anche soldi e sponsor: più spazio, da subito, al Made in Italy.

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