Napoli Teatro Festival: la giornata del 7 luglio

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Domenica 7 luglio si parte alle ore 17 con Teduccio on the road — tra i Progetti speciali del Festival — il lavoro della Compagnia Nest: un viaggio in cui lo spettatore verrà prelevato dalla propria abitazione e accompagnato in automobile fino al quartiere di San Giovanni a Teduccio. Un tragitto tra le più belle scene del cinema mondiale che si sono svolte in auto, riadattate da Carmine BorrinoAlberto MeleMarco Montecatino e Gianni Spezzano, coordinati da Giuseppe Miale Di Mauro. Interpretato da Martina Attanasio, Rosario Boccia, Raimondo D’Andrea, Armando De Giulio, Daniela De Vita, Maria Francesca Duilio, Giuseppina Frecciarulo, Lorenzo Izzo, Luigi Leone, Gennaro Lucci, Alessandra Mantice, Marco Palmieri, Francesco Porro, Gianluca Pugliese, Riccardo Radice, Vincenzo Sacchettino, Antonio Stasi, diretti da Francesco Di LevaAdriano Pantaleo e Giuseppe Gaudino (replica ore 21).

Dalle 19 alle 22 a Palazzo de’ Liguoro di Presicce, è previsto Demoni – Frammento 3 Stavrogin di e con Alessandra Crocco e Alessandro Miele, terzo di tre spettacoli ispirati alla lettura, che rientra ne La rivoluzione dei libri, tra i Progetti speciali del Festival, nato con l’intento di coinvolgere potenziali lettori attraverso la formazione di gruppi segreti di lettura intergenerazionali.

Alle 21 al Belvedere di San Leucio sarà la volta di Privé, concerto degli Avion Travel. A distanza di 15 anni dal loro ultimo album di inediti Poco Mossi gli altri Bacini, gli Avion Travel tornano con Privé, un disco fedele allo spirito di produzione indipendente e alle atmosfere della trilogia composta da BellosguardoOpplàFinalmente Fiori. Sempre alle 21a Napoli, alla Chiesa di Santa Maria della Colonna, in scena la musica e le orchestrazioni di Roberto De Simone con Canti e suoni della dimenticanza di Raffaello Converso, progetto antologico comprendente un arco musicale che va dalle cinquecentesche villanelle della «Napoli gentile» fino all’approdo digiacomiano, melodizzato romanticamente dal Costa e dal De Leva. Alle 22 nel Cortile d’Onore di Palazzo Reale si prosegue con V Viaggio barocco, soggetto, coreografia e regia di Angelo Smimmo, una rappresentazione ibrida tra opera, danza e teatro, che mette in scena le vicissitudini di due coppie occidentali in crisi, di estrazioni sociali diverse ma con problematiche analoghe, che fanno da specchio alla crisi tra i due emisferi del nostro pianeta.

Per la sezione Osservatorio al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale ore 21 è previsto Centro storico, raccolto di periferia – “… la saggezza delle comunità civili e le quotidiane Creazioni di equilibrio”, ideazione scenica e regia di Marco Dell’Acqua, con Teresa Pepe, Ciro Mollo, Annamaria Avagliano, Antonio Baldi, Antonietta Cavaliere, Enzo Peluso, Salvatore Criscuolo, Mario Rotolo, Paolo Esposito, Giacomo D’Agostino, Anna Donnarumma, Federico Bucciarelli. Una nuova drammaturgia che racconta quanto sia, spesso, la relazione comunitaria tipica dei centri di “periferia” a disegnare il “centro” della felicità dell’uomo.

Replica ore 21 al Teatro Trianon-VivianiL’anno del pensiero magico (The Year of the Magical Thinking) di Joan Didion, nella traduzione di Alessandra Serra, la commedia tratta dal romanzo omonimo pubblicato da Il Saggiatore, è interpretata da Rosaria De Cicco, con la regia di Enrico Maria Lamanna.

 

 

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Si parte alle ore 17 con Teduccio on the road, uno dei Progetti speciali del NTFI, realizzato dalla Compagnia Nest. Lo spettatore verrà prelevato dalla propria abitazione e accompagnato in automobile fino al quartiere di San Giovanni a Teduccio: il tragitto fino al quartiere sarà un viaggio nelle più belle scene del cinema mondiale che si sono svolte in auto, riadattate da Carmine BorrinoAlberto MeleMarco Montecatino e Gianni Spezzano, coordinati da Giuseppe Miale Di Mauro. Interpretato da Martina Attanasio, Rosario Boccia, Raimondo D’andrea, Armando De Giulio, Daniela De Vita, Maria Francesca Duilio, Giuseppina Frecciarulo, Lorenzo Izzo, Luigi Leone, Gennaro Lucci, Alessandra Mantice, Marco Palmieri, Francesco Porro, Gianluca Pugliese, Riccardo Radice, Vincenzo Sacchettino, Antonio Stasi, diretti da Francesco Di LevaAdriano Pantaleo e Giuseppe Gaudino. Un’esperienza unica nata dalla riflessione che la Compagnia Nest ogni anno si pone rispetto alla difficoltà di attirare pubblico nel proprio spazio e territorio.

Attraverso questo progetto, quella che fino a qualche tempo fa è stata solo una provocazione: «Vi veniamo a prendere a casa vostra», diventa un momento di teatro che permetterà di vedere zone del quartiere magari fino a quel momento completamente sconosciute. Allo stesso tempo il quartiere si animerà e verrà coinvolto perché alcune scene avverranno in luoghi determinati e richiederanno il coinvolgimento delle persone che lo abitano. Una volta arrivati a San Giovanni a Teduccio, le auto posteggeranno nei pressi del cortile del teatro Nest, in cui gli spettatori assisteranno ad un evento finale corale, legato alle scene recitate in macchina durante il tragitto, in una sorta di drive in urbano. Il progetto sarà realizzato con il gruppo #GiovaniO’Nest. Replica alle ore 21. È necessario prenotare inviando una e-mail a biglietteria@napoliteatrofestival.it oppure chiamando al 344 045 6788. Gli spettatori verranno prelevati dalle loro case in un raggio di 10 km dal Teatro Nest. Nel caso che gli spettatori abitino in zone più lontane, si individueranno dei punti di incontro che lo spettatore dovrà raggiungere in autonomia.

Dalle 19 alle 22 a Palazzo de’ Liguoro di Presicce, è previsto Demoni – Frammento 3 Stavrogin di e con Alessandra Crocco e Alessandro Miele, terzo di tre spettacoli, che rientra ne La rivoluzione dei libri, tra i Progetti speciali del Festival, nato con l’intento di coinvolgere potenziali lettori attraverso la formazione di gruppi segreti di lettura intergenerazionali. Demoni – Frammenti è una serie di brevi performance per uno o pochi spettatori ambientate in luoghi non teatrali. Dense, irriducibili, dirette, intime, portano lo spettatore al cuore di un avvenimento. In pochi minuti si dissolvono le linee di confine per permettere allo spettatore di vivere, in un presente sospeso, un incontro capace di lasciare il segno. Lo spettacolo prevede dieci spettatore alla volta ogni 10 minuti.

Alle 21 al Belvedere di San Leucio sarà protagonista la musica con Avion Travel – Privé, concerto degli Avion Travel, con Peppe Servillo(voce), Mimì Ciaramella (batteria), Peppe D’Argenzio (sax), Flavio D’Ancona (tastiere), Duilio Galioto (piano e tastiere), Ferruccio Spinetti(contrabbasso). Ad aprire il concerto, Francesca Incudine, vincitrice del Premio Bianca D’Aponte 2018.
A distanza di 15 anni dal loro ultimo album di inediti Poco Mossi gli altri Bacini, risalente al 2003, gli Avion Travel tornano con Privé, un disco fedele allo spirito di produzione indipendente e alle atmosfere della trilogia composta da Bellosguardo, Opplà, Finalmente Fiori e realizzato dopo aver ricostruito lo staff operativo dei loro inizi, con Mario Tronco nel ruolo di produttore artistico e supervisore, oltre che di arrangiatore e musicista. Privé contiene undici tracce, di cui dieci canzoni e un brano extra strumentale, scelte tra quelli che negli ultimi anni sono sembrati più pertinenti all’idea che il gruppo vuole realizzare; tutti originali e in parte inediti. La scrittura e la scelta dei brani è cominciata durante il Retour (2014-2017) insieme a Fausto Mesolella, di cui sono presenti quattro canzoni. «Due figure abitano questo disco — spiega Servillo — un’amara e l’altra dolce. La prima sfugge alla canzone, la seconda la insegue. Una diffida delle parole e l’altra si consegna alle parole stesse. Sembra che alcune canzoni si muovano sospettose, offendendo le altre che invece accolgono, consolano e scaldano. Le ultime si affidano alle parole, alla loro precisione, alla capacità di queste di rappresentare il mondo, ma le prime restano a smentire ciò, recitando oscuramente pulsioni e sensazioni. È doppia la natura di questo lavoro, come da sempre la natura di questo gruppo che in questi mesi ha rigenerato parte di sé, come un piccolo animale dalla lunga vita, riaffidandosi a se stesso, alla sua piccola storia, alla propria varia identità. Corrono gli Avion Travel tra sentimenti opposti, generando con questo movimento il contrasto secondo la legge del dramma e a questa legge si votano in modo vitale e scomposto per un pugno di canzoni nuove».
Lo spettacolo è programmato per l’Universiade 2019.

Alle 21 la Chiesa di Santa Maria della Colonna sarà animata dalla musica di Raffaello Converso che presenta Canti e suoni della dimenticanza, che si avvale delle orchestrazioni di Roberto De Simone e dell’ensemble esecutivo composto da Raffaello Converso (voce, chitarra, mandolino e violino), Antonello Paliotti (direzione musicale e chitarra), Franco Ponzo (chitarra), Michele De Martino (mandolino I), Federico Maddaluno (mandolino II), Edoardo Converso (mandola), Salvatore Della Vecchia (mandoloncello), Leonardo Massa (violoncello). Con Canti e suoni della dimenticanza, Raffaello Converso realizza un progetto antologico comprendente un arco musicale che spazia storicamente da cinquecentesche villanelle della «Napoli gentile» a settecentesche reminiscenze pergolesiane o vinciane di eccellenti arie dell’Opera buffa, dalle ottocentesche melodie pervenuteci dalle altissime trascrizioni strumentali redatte da Mauro Giuliani, da Ferdinando Carulli, da Fernando Sor, fino all’approdo digiacomiano, melodizzato romanticamente dal Costa e dal De Leva. L’ensemble esecutivo comprende, oltre a Raffaello Converso, una compagine strumentale di plettri, chitarre, qualche strumento ad arco, la cui stilizzazione armonica, o contrappuntistica, si avvale della sapienza compositiva di Roberto De Simone. «Etimologicamente, Posillipo trae la sua denominazione dal significato di “luogo della dimenticanza, “dell’oblio”— spiega Raffaello Converso —, in relazione  al fascino ammaliante e seduttivo della maga Circe e della sirena Partenope. In tal senso, Franz Listz intitolò alcune sue elaborazioni pianistiche di canti napoletani Notti di Posillipo, a sottintendere momenti di sospensione storica, dello smarrimento del presente, nel flusso di voci evocate dalla memoria immaginaria della smemorizzazione».

Alle 22 nel Cortile d’Onore di Palazzo Reale è ancora protagonista la musica con V Viaggio barocco, soggetto, coreografia e regia di Angelo Smimmo, una rappresentazione ibrida tra opera, danza e teatro, che mette in scena le vicissitudini di due coppie occidentali in crisi, di estrazioni sociali diverse ma con problematiche analoghe, che fanno da specchio alla crisi tra i due emisferi del nostro pianeta. Lo spettacolo musicale vede in scena Giorgia Cinciripi (soprano), Luciano Di Pasquale (baritono), Manuela Formichella (soprano), Damien Pass (basso), con la partecipazione di Fernando Montaño, solista danzatore del Royal Ballet Covent Garden Londra, e l’orchestra da camera irpina diretta da Piergiorgio Del Nunzio.  Lo spettacolo, attraverso l’opera buffa napoletana e quella seria veneziana, esplora il concetto di emigrazione, del corpo e dell’anima, di chi per necessità o sogno cerca una via di fuga. Il traghettatore di questi buffi intrecci è Abdul, personaggio danzante un po’ Caronte e un po’ Ariel, proprietario di una compagnia di “Water Taxi” dal profumo esotico, ingenuo, metafisico e reale, che seduce e ci accompagna in un viaggio senza tempo. Abdul è il desiderio, la terra usurpata ma che ancora ci accoglie con il sorriso. Quella terra che vibra di melodie terrene ed ancestrali a confronto di un mondo che divora, accusa, si nasconde dietro suoni eccelsi e dimentica convenientemente la ferocia del suo passato. La risoluzione della crisi è il coup de théâtre dello spettacolo: cosa succede una volta soddisfatto ogni desiderio, strappato tutto il possibile alla terra, quando la conseguenza delle proprie azioni ha un peso insopportabile?

Per l’Osservatorio, al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale ore 21, va in scena Centro storico, raccolto di periferia – “… la saggezza delle comunità civili e le quotidiane Creazioni di equilibrio”, ideazione scenica e regia di Marco Dell’Acqua, con Teresa Pepe, Ciro Mollo, Annamaria Avagliano, Antonio Baldi, Antonietta Cavaliere, Enzo Peluso, Salvatore Criscuolo, Mario Rotolo, Paolo Esposito, Giacomo D’agostino, Anna Donnarumma, Federico Bucciarelli.

La Compagnia Teatri di Popolo — nata nel 1999 e che dal 2014 collabora con il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL di Salerno — presenta al NTFI 2019 una nuova drammaturgia che racconta quanto sia spesso la “periferia” a disegnare il “centro” della felicità. In uno dei tanti isolati di periferia del mondo, dove un certo tipo di solidarietà si oppone alle difficoltà del quotidiano, Mimì, detto il Leone, cittadino, memoria storica, esempio di generosità, viene arrestato. L’episodio determina spaesamento e lo sconvolgimento dei già fragili equilibri di convivenza della comunità. La detenzione prolungata di Mimì produrrà la disarticolazione di quelle complicità che poco prima avevano caratterizzato la vita dei protagonisti. Le forze di sicurezza sono in affanno: quel pezzo di città è ormai fuori controllo. La polizia si vedrà allora costretta a fare uso, di uno strumento assente tra le ordinarie pratiche del suo delicato ufficio; un dispositivo assente tra le innumerevoli leggi: la creatività. Il racconto desidera illuminare e restituire centralità alle sofisticate abilità di ogni comunità solidale, quando inventa soluzioni spontanee e ingegnose, determinanti per trasformare la sopravvivenza in vita.

Per informazioni www.napoliteatrofestival.it

(fonte: comunicato stampa)

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