NAPOLI E’ DI SCENA: arriva la settima edizione del Teatro Festival

0
279

ILARIA VARRIANO –  Napoli è ‘di scena’. Manca poco all’inizio dell’edizione numero sette del Napoli Teatro Festival Italia che con le sue proposte, tra teatro, danza, arte  e le loro diverse sfumature e luci, invade la città dal 6 al 22 giugno. Il ventaglio di spettacoli intrecciati da Luca De Fusco, che ne è il direttore artistico da 4 edizioni,  è indicato con chiarezza nel sito  internet   NAPOLI TEATRO FESTIVAL (clicca per vedere la pagina), e si presta a diversi gusti, sapori e variazioni.

I LUOGHI I trenta spettacoli proposti si distribuiranno tra il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa (Portici), luogo ormai deputato al festival e che grazie al festival può far vivere e manifestare tutto il suo fascino, incastonato com’è in uno scenario mozzafiato. Poi alcuni teatri napoletani:  Galleria Toledo, il Teatro Mercadante, il Teatro Nuovo, il San Ferdinando ed il Sannazaro. In fine l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, luogo per un singolare viaggio tra arte, suoni di parole e il Centro di Prima Accoglienza (ex dormitorio pubblico), dove Davide Iodice si confronta con l’opera caravaggesca delle Sette opere di misericordia.

DANZA. Vera protagonista, la danza è stata valorizzata fin dalle scorse edizioni ed è  indubbiamente molto apprezzata dal pubblico, anche per l’alto livello delle compagnie coinvolte, spesso dal sapore internazionale. Ad ‘aprire le danze’ di tutto il festival è l’attesissimo  spettacolo della compagnia di Gerusalemme Vertigo  con coreografie di Noa Wertheim con Reshimo (il 6 e 7, ma viste le richieste che davano già esaurito lo spettacolo da un po’ è aperta pure l’anteprima al pubblico il 5) e un altro storico spettacolo della stessa compagnia è per il’8 e il 9 con Mura.  L’11 invece è la volta di una moderna versione di Sherazade della compagnia del Kosovo diretta dalla coreografa italiana Alessandra Panzavolta e si inserisce in un’iniziativa più ampia volta a sostenere la rinascita culturale del paese. La sala delle locomotive sarà anche quest’anno protagonista di uno spettacolo itinerante con  Addio alla fine di Emio Greco e Pieter C. Scholten, il 13 e 14 giugno: il progetto non è solo un’occasione di danza di grande livello ma di un vero e proprio coinvolgente viaggio ‘guidato’.

NAPOLI- CANTIERE. In scena sono diverse le produzioni del Festival Teatro Napoli, e  anche coproduzioni del Teatro Stabile di Napoli,  Finale di partita di Samuel Beckett, regia di Lluis Pasqual, con protagonista Lello Arena (il 9 e 10 giugno); il Sindaco del rione Sanità di Eduardo De Filippo che sarà recitato dal genovese Eros Pagni, regia di Marco Sciaccaluga ( 7 e 8 giugno), e il Giardino dei ciliegi (8, 9 giugno) di Cechov firmato da Luca De Fusco, che è il direttore artistico del Festival e direttore dello stesso Teatro Stabile napoletano.

FOCUS SU CECHOV –   Cechov è uno dei veri protagonisti del festival. Oltre al Giardino dei ciliegi diretto da De fusco si è voluto proprio raccontare la drammaturgia dell’autore russo, anche facendo conoscere alcuni suoi testi nella lingua e sonorità originarie. E’ il caso dei due nuovi allestimenti di Andrei Konchalovsky , regista ormai noto nello scenario napoletano, cioè le Tre Sorelle (13 e 14 giugno) e Zio Vanja (12 giugno), sottotitolati in italiano. Il regista ha costruito i due spettacoli con gli stessi attori e la stessa scenografia, in un percorso che intende evidenziare anche la continuità e contiguità tra i due testi.  Ma non basta Zio Vanja è il protagonista di altri due spettacoli: Un Vania (21, 22 giugno) del giovane artista argentino Marcelo Savignone che in uno spettacolo brillante, comico e surreale «parla di tutti i “Vania” –  che si sono perduti nel tempo imprigionati nella non- azione, nell’apatia, evitando di assumersi la responsabilità della propria vita». Il testo è in spagnolo sottotitolato. Sempre in russo sottotitolato lo zio Vanja (20, 21 giugno) riletto da Rimas Tuminas che ne racconta con forza le passioni. Un altro testo cechoviano invece,  Un Gabbiano (19, 20 giugno) viene proposto nella lettura di Gianluca Merolli,  giovane artista che lavora tra cinema, teatro e musica, prodotto dal Teatro Festival e dalla Fondazione Campana dei festival.

 FESTIVAL INTERNAZIONALE– Gli spettacoli in lingua sottotitolati sono una cifra particolare di questa edizione del festival, segno di un’apertura non solo culturale ma anche linguistia al teatro internazionale. E non capita solo con la rappresentazione di testi di  Cechov. Lo spettatore potrà quindi, da una parte confrontarsi con sonorità differenti e dall’altra fruire lo spettacolo, a meno che non conosca la lingua altra in questione,  non solo ascoltando ma anche leggendolo dai sottotitoli.  Vanno in scena, infatti, anche il tedesco Die Geschichte von Kaspar Hauser, la storia del personaggio che aveva passato dodici anni in una cella buia, incatenato al pavimento, con  regia di Alvis Hermanis a un Pinocchio, per i più piccoli in una versione in spagnolo diretta da  Gustavo Tambascio.
SENZA PAROLE –  A ricordare che il teatro non è solo parola ma può vivere, emozionare, far gioire o riflettere anche senza, due gli spettacoli sempre dal sapore internazionale.  Attori di varie nazionalità sono diretti da Giuseppe Sollazzo che ne firma regia e drammaturgia in Il giorno in cui ci siamo incontrati e non ci siamo riconosciuti , fantasia scenica senza parole per attori e musica (15, 16 giugno). Mentre la magia del cinema muto che si rifà  all’universo di Buster Keaton e alla slapstick comedy, alle comiche alla Stanlio e Ollio rivive nel divertente teatro muto  con Lebensraum  (in italiano “spazio vitale”  il 16 e 17 giugno) del regista svedese Jakop Ahlbom.
PER OGGI NON SI CADE – Un’attenzione particolare va data poi ad un evento ripetuto dal 7 al 14 giugno (escluso l’8 giugno): non è solo uno spettacolo Per Oggi non si cade dal racconto di Manlio Santanelli, riletto dalla regia di Fabio Cocifoglia. Lo scenario è l’Accademia delle Belle arti di Napoli dove giovani artisti che frequentano appunto l’Accademia  hanno creato, ispirati dal testo di Santanelli,  opere ad hoc che vengono inserite in vari spazi. Lo spettatore-visitatore viene dotato di una cuffia, solo che invece di ascoltare le informazioni sull’opera sentirà il racconto Per oggi non si cade, interpretato con un altissimo grado di veridicità da diversi nomi di uomini dello spettacolo e noti artisti napoletani e non , come Isa Danieli e Nunzia Schiano o Mario Tozzi.  Un’operazione nuova che mette insieme un testo del noto e grottesco autore napoletano che racconta di una giornata di sospensione della forza di gravità a Napoli e il grado di creatività delle giovani speranze artistiche napoletane.

ARREVUOTO, IL TEATRO CHE EDUCA E FA RIFLETTERE –  E dalla parte dei giovani anche l’ultimo evento del Teatro Festival: anche questa edizione si chiude con il progetto di teatro e pedagogia, giunto al suo nono anno, Arrevuoto, diretto da Maurizio Braucci. Ingredienti sono attori adolescenti, non sempre di realtà facili, e il testo di Jules Romains Donogoo da cui si parte per approfondire il tema della modernità come concetto costruito dagli interessi finanziari. Ultimo momento del Festival che indubbiamente ha come obbiettivo rilanciare, ricordare, riproporre la funzione del teatro,  come modalità e veicolo per passare contenuti, riflessioni: un percorso che guarda al futuro, che motiva e che coinvolge chi sarà protagonista di questo futuro.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here