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Il Mercato Ortofrutticolo rischia il crack e le cose potrebbero cambiare molto rapidamente in questi mesi. Da una verifica contabile eseguita dagli uffici finanziari del Comune di Corbara, che è socio di minoranza per circa l’8% emergerebbe un quadro economico assai preoccupante. Sotto la lente di ingrandimento ci sono i mancati introiti dei comuni proprietari che hanno il dovere di pretendere il corrispettivo delle tariffe al consorzio e ai concessionari. E se Nocera , socio per circa il 33% della quota anche patrimoniale della struttura mercatale, pare che l’avviso lo abbia inviato in termini di riscossione delle tariffe spettante, pare che a nicchiare sia stato nel tempo il socio di maggioranza. Il Comune di Pagani non avrebbe ancora preteso formalmente quanto spettante da bilancio determinando una situazione assai destabilizzante anche per le finanze dell’ente. Nel mezzo c’è poi la fatiscenza di una struttura che avrebbe bisogno di migliorie ed innovazioni e le difficoltà di una crisi economica che si è acuita da tempo, che coinvolgerebbe il consorzio e i concessionari. Il rischio di un default pare comunque in vista se i proprietari non troveranno una quadra per risolvere la questione finanziaria con perdite al momento assai considerevoli. Con la responsabilità in capo agli enti locali, dopo l’uscita della Regione, il rischio anche di un intervento della Corte dei Conti per danno erariale non è certo una leggerezza che gli amministratori intenderebbero addossarsi e c’è chi medita pure la fuoriuscita. Cercasi soluzioni a breve e a lunga durata ma nel frattempo occorre far quadrare i conti e neppure le possibili promesse di finanziamento per la ristrutturazione, concorrendo alle risorse europee del Pnrr fanno dormire sonni tranquilli agli amministratori mentre le aziende concessionarie lamentano le carenze strutturali e pare non intenzionate a versare le tariffe richieste. Vi sarebbero anche tante partite pregresse non riscosse e la posizione del consorzio appare nebulosa e incerta. Nel frattempo la crisi energetica e i rincari pesano come pure l’aumento delle materie prime e i costi rendono tutto molto più difficile per le imprese. Occorrerebbe una strategia più ampia che tenga conto probabilmente anche di un ripensamento dell’attuale gestione. Ci sono poi anche i nodi relativi alle cooperative di lavoratori e alle diverse carenze strutturali dell’area agro alimentare, riferimento del Mezzogiorno e piattaforma logistica internazionale

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