Scorrendo le pagine web degli ultimi anni è facile trovare sempre gli stessi articoli (nelle annualità 2019/ 2022 ) che annunciano la imminente fine della liquidazione del consorzio ortofrutticolo Pagani-Nocera. Intanto, sono passati oltre 5 anni e le chiacchiere stanno a zero per la gioia del liquidatore e la disperazione dei concessionari.
Nel frattempo il mercato ortofrutticolo Pagani -Nocera , essendo in perenne liquidazione (che durerà nella migliore delle ipotesi almeno un altro anno) ha perso e perderà ogni possibilità di intercettare i fondi indispensabili alla sua sopravvivenza. Come se non bastasse i due comuni proprietari del bene , richiedono retroattivamente , in assenza di una qualsiasi forma di contratto, canoni di fitto al consorzio anche per le annualità pregresse. E’ opportuno ricordare a chi legge e ai Sindaci, che lo stesso consorzio ha motivo di esistere solo ed esclusivamente grazie ad una atavica convenzione con la Regione Campania che oltre 30 anni fa, concedeva l’immobile al consorzio a titolo gratuito. Ad oggi, non esiste nessun altro atto portato (in questi 5) anni all’attenzione dell’assemblea tra consorzio e nuovi proprietari.
A confermare quanto detto, contribuisce la delibera di cc n° 24 del 24.05.2021 del comune di Pagani ( su cui ricade per l’87% il mercato) con cui veniva acquisito al patrimonio comunale il mercato ortofrutticolo Pagani-Nocera. Una delibera che ha diviso il duo indissolubile Calce -Sessa. Dove il primo vota No e la seconda SI. Strano ma vero, si comportano su questa vicenda da separati in casa.  Nel frattempo veniva richiesta la consulenza del prof Longoni per fare una cosa ovvia quanto scontata :” passare dall’attuale cooperativa ad un società di capitali – srl”. Un atto che tra privati si consuma in 48 ore al massimo. I soci pubblici dopo 5 anni ancora riflettono. E in questa lunga fase di riflessione, il liquidatore è ancora in attesa della sentenza del Tar contro il socio Comune di Pagani che attraverso il facente funzione Anna Rosa Sessa , richiedeva canoni di fitto per il pregresso. In attesa della sentenza, la logica ed il buon senso indurrebbero all’attesa, prima di convocare una nuova assemblea che deliberi in favore di tali canoni. Richiesta che potrebbe essere smentita dal tar e vedere l’istaurarsi di un contenzioso infinito , che si andrebbe a sommare a quelli già esistenti con il Comune di Nocera Inferiore per una impropria richiesta della Tari su aree scoperte. Di questo passo la voce spese legali nel bilancio del consorzio finirebbe con l’assumere un peso ancora più evidente . E’ doveroso chiedersi : ” perchè ?”




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