Era un vero ‘scugnizzo’, considerato un fratello, un amico, uno ‘di noi’. Da tutti, tifosi e non.  Cittadino onorario di Napoli dal 2017  Diego Armando Maradona, ” amore viscerale della città” nel cuore dei napoletani ci resterà sempre. Per onorare questo fortissimo legame, segnato indelebilmente da due scudetti, sette anni di maglia del Napoli, un riscatto sociale per lui e per la città, viene indetto il lutto cittadino nel giorno del suo funerale.  E, per le successive 24 ore, l’esposizione delle bandiere a mezz’asta negli edifici comunali.  A decretarlo l’ordinanza firmata dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Un atto sentito dalla città come dovuto. Che si unisce alla volontà, ribadita dalla giunta comunale di Napoli oggi, e sottolineata nell’ordinanza, di dedicare  a lui, “figlio della città venuto da lontano” lo stadio napoletano.
Maradona  – è scritto nell’articolata ordinanza – ha lasciato un segno indelebile a Napoli dove la sua immagine è presente e viva in ogni angolo: dallo stadio San Paolo teatro delle sue gesta alle piccole edicole votive spontaneamente allestite nei vicoli del centro storico, ai grandi murales a lui dedicati nei quartieri spagnoli come a san Giovanni a Teduccio fino ad entrare a pieno titolo tra le statuette del presepe di San Gregorio Armeno accanto a chi, come lui, ha reso grande la città”
Un binomio Napoli – Maradona, D10s noto al mondo, anche perché, come si legge nell’ordinanza:  
“Mai nessuno è riuscito ad immedesimarsi in modo così completo nel corpo e nell’anima di Napoli, con la quale El pibe de oro condivide la genialità e l’unicità, ma anche la sregolatezza e i tormenti che lo rendono vero figlio della città, una città che gli perdona anche le debolezze e le fragilità dell’uomo che mai offuscano la grandezza del campione“.
Intanto la città, sconvolta, in barba ai divieti da zona rossa, è scesa in piazza. Negli spazi che la città ha da sempre dedicato al suo ‘eroe’ e al suo simbolo di riscatto sociale. Come accanto alle immagini dei quartieri spagnoli, nel baretto dedicato a Maradona nel centro storico. Tutti lo piangono, anche i più giovani appassionati di calcio riconoscono e ribadiscono il proprio valore, pur non avendolo mai conosciuto. La città perde qualcosa di più di un compagno, qualcosa di più profondo e di più universale, un’idea che dal calcio invade la vita quotidiana, un incoraggiamento, un mito: l’uomo che, con la sua genialità, ha dimostrato che si può trasformare l’ impossibile in possibile.