Più di mille in cinque giorni. Per l’esattezza 1.014. Sono le persone che hanno firmato l’appello lanciato dalle famiglie dei pazienti rimasti senza cure riabilitative nel Distretto 60. “Stiamo  ottenendo un consenso straordinario – spiega Gennaro Di Martino, primo firmatario dell’appello –a dimostrazione di come questa situazione sia intollerabile, un vero scandalo di fronte al quale nessuno può far finta di nulla”. L’appello, con le prime 1.014 firme, è stato trasmesso questa mattina al Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, e al Direttore Generale della ASL Salerno Gennaro Sosto.

“Continueremo a raccogliere firme – dice Di Martino – e nei prossimi giorni le manderemo sia al Governatore che al Direttore della ASL”. Nell’appello, lo ricordiamo, si denuncia il fatto che il Distretto 60 non abbia concesso il rinnovo per le terapie, prescritte dagli specialisti della stessa ASL, a oltre cento pazienti. “Queste persone – si legge nell’appello – perderanno i risultati raggiunti con le terapie effettuate finora e in molti casi le malattie
peggioreranno. È un fatto gravissimo, inaccettabile e inumano, che non si era mai verificato prima nella nostra Provincia”. Le richieste sono chiare: “che vengano immediatamente autorizzate le cure per questi pazienti garantendo la continuità terapeutica di cui hanno assoluto bisogno. Che il DS 60 rispetti il suo dovere di dare salute invece di toglierla abbandonando i pazienti a se stessi. Che non sia mai messo in discussione per nessuno il diritto alle cure prescritte dalla ASL”. Su queste parole d’ordine c’è stata una mobilitazione che ha visto in prima fila i familiari dei pazienti, in particolare le mamme dei tanti bambini disabili, spesso gravissimi, rimasti senza cure. Molte di loro si sono rivolte al magistrato per denunciare il comportamento, ritenuto illegittimo, del Distretto. Ieri una delegazione di queste mamme si è recata anche dalla Guardia di Finanza. “Ci hanno detto –
riferiscono – di aspettare qualche giorno per vedere cosa succede, e se non succedesse nulla di tornare da loro”.

“Siamo convinte – aggiungono – che né il Governatore né il Direttore della ASL possano ignorare questo appello, non possono restare indifferenti e lasciarci nella nostra disperazione. I nostri figli hanno bisogno subito di riprendere le cure”. Intanto continuano a raccogliere firme, per dare più forza alla loro battaglia. “Non ci fermeremo – dicono – finché non avremo giustizia, la posta in palio è la vita dei nostri figli, dei nostri familiari, che hanno solo la colpa di essere malati”.