E’ tra le peggiori regioni d’Italia per i livelli essenziali di assistenza sanitaria: la Campania è agòli ultimi posti nella graduatoria che tra il 2010 e il 2019 ha assicurato la minore percentuale di cure garantite ai propri cittadini.Secondo i dati del ministero della Salute, elaborati dalla Fondazione Gimbe, la Campania è terz’ultima con una percentuale del 58,2%, mentre al primo posto c’è l’Emilia Romagna, con il 93,4% di adempimento.Nelle prime dieci regioni non ce n’è nessuna del Sud. Peggio della Campania fanno soltanto la Sardegna e la provincia autonoma di Bolzano.

“I livelli essenziali di assistenza sanitaria, in Campania, sono tra i peggiori d’Italia. E la Regione è tra quelle che, nel decennio 2010-2019, ha assicurato la minore percentuale di cure garantite ai propri cittadini. Si tratta dell’ennesima sonora bocciatura della gestione della sanità di De Luca e del Pd”. Lo dichiara, in una nota, la capogruppo di FdI alla Commissione Sanità della Camera dei Deputati On.Imma Vietri commentando i dati sui Lea del Ministero della Salute, elaborati dalla Fondazione Gimbe, sulla base della prestazioni sanitarie fornite gratuitamente o attraverso il pagamento del ticket. “Nella classifica nazionale la Campania è addirittura terzultima. Sono dati davvero allarmanti che smascherano, ancora una volta, le bugie del governatore De Luca sul millantato modello Campania. Invece di fare chiacchiere attaccando il Governo nazionale di centrodestra – che in soli due mesi ha stanziato oltre 2 miliardi di euro in più per il 2023 destinati al Fondo sanitario nazionale – De Luca dovrebbe spiegare perché lui, in sette anni, non è stato capace di migliorare la qualità dei servizi di assistenza sanitaria per i cittadini. Ogni giorno leggiamo di pazienti abbandonati sulle ambulanze o nei pronti soccorso, reparti che chiudono per carenza di personale, giovani medici che decidono di andare a lavorare in altre regioni. La sanità campana, insomma, è nel caos: De Luca ammetta il suo fallimento e ne tragga le conseguenze” conclude Vietri.

 

I Livelli essenziali di assistenza (LEA) sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket), con le risorse pubbliche raccolte attraverso la fiscalità generale (tasse).Sono tre i grandi Livelli:

  • Prevenzione collettiva e sanità pubblica, che comprende tutte le attività di prevenzione rivolte alle collettività ed ai singoli; in particolare:
    • sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive e parassitarie, inclusi i programmi vaccinali;
    • tutela della salute e della sicurezza degli ambienti aperti e confinati;
    • sorveglianza, prevenzione e tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
    • salute animale e igiene urbana veterinaria;
    • sicurezza alimentare – tutela della salute dei consumatori;
    • sorveglianza e prevenzione delle malattie croniche, inclusi la promozione di stili di vita sani ed i programmi organizzati di screening; sorveglianza e prevenzione nutrizionale;
    • attività medico legali per finalità pubbliche.
  • Assistenza distrettuale, vale a dire le attività e i servizi sanitari e socio-sanitari diffusi sul territorio, così articolati:
    • assistenza sanitaria di base;
    • emergenza sanitaria territoriale;
    • assistenza farmaceutica;
    • assistenza integrativa;
    • assistenza specialistica ambulatoriale;
    • assistenza protesica;
    • assistenza termale;
    • assistenza sociosanitaria domiciliare e territoriale;
    • assistenza sociosanitaria residenziale e semiresidenziale.
  • Assistenza ospedaliera, articolata nelle seguenti attività:
    • pronto soccorso;
    • ricovero ordinario per acuti;
    • day surgery;
    • day hospital;
    • riabilitazione e lungodegenza post acuzie;
    • attività trasfusionali;
    • attività di trapianto di cellule, organi e tessuti;
    • centri antiveleni (CAV