Giorgia Meloni ha vinto le elezioni: “L’Italia ha scelto noi”. Trionfo di Fdi al Nord, M5s sfonda al Sud. Flop del Pd. Crollo Lega: in Veneto vale la metà di Fratelli d’Italia. Il centrodestra onora previsioni e sondaggi, l’aria che tirava era netta: trionfa alle Politiche,  due terzi dei voti vanno al partito collocato più a destra, unico d’opposizione al governo Draghi. Nel Nord-Est le roccaforti leghiste risultano travolte ma dagli alleati stessi. Disastro del Carroccio (al 9 per cento) e Salvini alle prese con la possibile rivolta dei governatori del nord. Dem di nuovo in crisi e Letta forse sul punto di tornarsene all’estero (Di Maio invece se ne torna a casa) dopo il flop di tattica e strategia per limitare i danni o almeno per tentare di giocarsela. Non sfonda l’accoppiata di ultimo conio Renzi-Calenda, la doppia cifra è rimasta un miraggio. I 5 Stelle tengono, s’avvicinano al Pd secondo partito, vanno bene soprattutto al Sud, dove ha vinto su tutto e tutti l’assenza degli aventi diritto dalle urne, in particolare in Campania, regione con l’affluenza più bassa. Gli anti-sistema, tutti, hanno raccolto briciole e resteranno fuori dal nuovo Parlamento (numericamente in formato ridotto a taglio effettuato e forse oggi da qualcuno maledetto).

Nel salernitano e nell’Agro, il centro-destra fa man bassa di eletti, nuovi e vecchi: ko pesante per i deluchiani storici, i 5 Stelle alternano successi, ad esempio a Napoli e dintorni, a sconfitte onorevoli, il terzo Polo fa solo atto di presenza. Il voto degli italiani, almeno di quelli che hanno scelto di votare, stavolta è chiarissimo nel significato: no al “draghismo” (celebrato all’estero ma evidentemente apprezzato meno in patria) e fiducia massima accordata all’unico partito che è rimasto all’opposizione, visto che con numeri super Fratelli d’Italia ha trascinato l’intera coalizione di centro-destra, ha ottenuto un discreto margine di governabilità anche al temuto Senato e può chiedere per la Meloni l’incarico di formare il nuovo governo senza tentennamenti di sorta. Le conseguenze nostrane ? Certamente rimpasto e surroghe in Regione mentre l’attenzione si sposta sui comuni  a tradizione centro-sinistra: salire sul carro dei vincitori è uno sport tipicamente italiano, attenzione quindi a possibili cambi di casacca.